“La relazione come ponte tra natura e cultura”: questo il titolo del convegno che si terrà nella città di Siracusa, il 10 ed 11 giugno, all’Auditorium del museo archeologico regionale “Paolo Orsi” in viale Teocrito 66, dalle 9.30 alle 17.30 (ambedue i giorni), organizzato dall’Istituto di Gestalt Hcc Italy di Siracusa, diretto dalla dott.ssa Margherita Spagnuolo Lobb, nell’ambito del cinquantaduesimo ciclo delle rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. L’evento si avvale della collaborazione del Comune di Siracusa, dell’Ordine degli Psicologici, dalla Cattedra di Psicologia Dipartimento dei Processi Formativi dell’Università di Catania e della Fondazione Inda.

Il convegno affronterà il rapporto tra natura e cultura alla luce dell’evoluzione antropologica contemporanea con l’obiettivo di individuare delle modalità più adeguate per prendersi cura sia delle relazioni intime sia dei gruppi sociali.Tra i relatori ci saranno Francesco Bottaccioli, presidente onorario della Sipnei, società italiana di PsicoNeuroEndocrinoImmunologia; Michela Marzano, Filosofa, Saggista, Scrittrice, Docente universitaria e politica, deputata al parlamento italiano, docente dell’Università di Parigi V (Renè Descartes), collabora con La Repubblica; il prof. Santo Di Nuovo dell’Università di Psicologia città di Catania; il prof. Franco Di Maria, dell’Università di Psicologia, città di Palermo; i didatti dell’Istituto di Gestalt, dott. Piero Cavaleri, Assessore alle politiche interculturali del comune di Caltanissetta e Gianni Francesetti, presidente Società Europea di Gestalt, e Margherita Spagnuolo Lobb, didatta internazionale e direttore della Scuola di Specializzazione in Psicoterapia dell’Istituto di Gestalt Hcc Italy.

Spiega Margherita Spagnuolo Lobb: “Il convegno, dedica il primo giorno alla cura dei traumi e il secondo alle teorie gender, è un dialogo fra saperi diversi sul cambiamento antropologico a cui assistiamo. Il rapporto con l’umano, con la tecnologia e con il mondo in genere è cambiato. Abbiamo un estremo bisogno di capire come regolare le nostre relazioni sia intime che sociali, per tornare a sentirci umanamente centrati sia nell’intimità che nelle scelte politiche”.