Lo chiamano “il cavaliere Calabrese” perché Mattia Preti, uno dei più grandi artisti del Seicento, nacque a Taverna, in provincia di Catanzaro, e nel 1613 e divenne cavaliere su decisione di papa Urbano VII durante la sua attività artistica a Roma. Pittore tra i più importanti esponenti della pittura napoletana e particolarmente attivo anche a Malta, fu allievo del fratello maggiore Gregorio da cui imparò l’amore per l’arte. A Roma conobbe la pittura di Caravaggio, dei suoi allievi e seguaci, e ne rimase fortemente impressionato. Tra i massimi e più rappresentativi esponenti della pittura italiana del Seicento, l’artista annovera una copiosa produzione che si snoda per tutto il corso del secolo, toccando e approfondendo le più svariate tendenze pittoriche dell’epoca, assimilandole e ripresentandole con la straordinaria coerenza stilistica che gli è propria. Una capacità testimoniata anche dai numerosi disegni che sempre hanno accompagnato la sua produzione pittorica.E tele e disegni saranno in mostra a Siracusa dove, per la prima volta, la luce di Mattia Preti e quella di Caravaggio saranno messi a confronto in una suggestiva mostra-evento che sarà allestita nel cuore di Ortigia: nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, a piazza Duomo. Proprio in questa chiesa si trova “Il Seppellimento di Santa Lucia” che Michelangelo Merisi dipinse nel 1603 per la città aretusea e che rappresenta una delle opere più emblematiche del “pittore della luce”.

 

Per la prima volta in Sicilia, l’arte di Caravaggio e Mattia Preti saranno celebrate insieme. Quindici oli su tela e un disegno è il prezioso corredo della mostra dedicata a Preti dal titolo, appunto, “Con lo sguardo verso Caravaggio” che sarà allestita nella Chiesa di Santa Lucia alla Badia dal 22 luglio al 9 ottobre.

L’evento è organizzato dalla Soprintendenza ai Beni culturali e ambientali di Siracusa, dall’Arcidiocesi Metropolita di Siracusa e dal Comune aretuseo, ed è stato fortemente voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali e all’identità siciliana, Carlo Vermiglio, e dal dirigente generale del dipartimento Beni culturali della Regione siciliana, Gaetano Pennino, sposato dal presidente della Commissione Bilancio e Programmazione all’Ars, Vincenzo Vinciullo.

La conferenza di presentazione della mostra si terrà giorno 22 luglio alle ore 10.00 nella sala San Zosimo dell’Arcivescovado, a piazza Duomo; alle 10 avrà luogo la cerimonia di inaugurazione della mostra nella chiesa di S. Lucia alla Badia.

Saranno presenti per i saluti l’Arcivescovo metropolita di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo, il Prefetto di Siracusa, Armando Gradone, l’assessore regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, Carlo Vermiglio, il dirigente generale del dipartimento Beni culturali, Gaetano Pennino, il direttore dell’ufficio per i Beni culturali e l’edilizia di culto dell’Arcidiocesi di Siracusa, Giovanni Accolla.

Dopo i saluti, sarà la soprintendente ai Beni culturali e ambientali di Siracusa nonché curatrice della mostra, Rosalba Panvini, a presentare l’evento culturale e introdurre al percorso espositivo che vede insieme due grandi artisti; sarà poi la volta di Franco La Fico Guzzo che si soffermerà su “Mattia Preti tra Taverna, Malta e la Sicilia. I rapporti tra le istituzioni museali”.

L’evento rappresenta un viaggio nella pittura ma anche un inno alla cultura senza confini suggellata da prestiti di levatura internazionale: a Siracusa arriveranno tele dalla Galleria regionale della Sicilia Palazzo Abatellis di Palermo, dal National Museum of Fine Arts Heritage di Malta, dall’Oratorio dei padri Filippini di Acireale, dal museo del Castello Ursino di Catania e, ancora, dal museo “Mattia Preti” di Taverna, cittadina in provincia di Catanzaro dove il pittore nacque nel 1613.

“Un artista innovativo che seppe attingere alle tecniche pittoriche di Caravaggio – commenta Rosalba Panvini, curatrice della mostra e soprintendente di Siracusa – soffermandosi sulla luce che è elemento nevralgico di Michelangelo Merisi ma affrontandola attraverso giochi di luci e ombre, senza contrasti bensì seguendo la scia di un’armonia pittorica intensa. Presti rappresenta uno dei capisaldi della pittura del Seicento che è stato celebrato, con grande successo, con una mostra allestita a Modica dal titolo “Un cavaliere calabrese a Modica” da cui prende ispirazione l’evento di Siracusa”. Affascinante la vita di Mattia Preti nato da una famiglia nobile e cresciuto nella bottega del fratello pittore Giacomo, da cui si discosta divenendo prolifico a tal punto che sono a lui attribuiti 400 opere disseminate in Europa e soprattutto a Malta dove morì nel 1699.

“Abbiamo voluto con passione questa mostra – prosegue Rosalba Panvini – per la sua valenza culturale e per il significato che essa imprime alla città che la ospita e alla stessa comunità siracusana. Mattia Preti è un pittore che offre ancora numerosi spunti di riflessione occasioni di studio ed è anche per questo che sarà nostro impegno coinvolgere le nuove generazioni, a partire dalle scuole, con un laboratorio didattico che dopo la mostra entrerà in classe per insegnare a scoprire la grandezza di un artista e di un periodo storico che ha lasciato testimonianze uniche in Sicilia dal punto di vista pittorico”.

Di grande rilievo anche il luogo scelto per ospitare la mostra: la chiesa di Santa Lucia alla Badia, in Ortigia. Qui si trova “Il Seppellimento di Santa Lucia” che Caravaggio dipinse nel 1603 per la Basilica di S. Lucia extramoenia alla Borgata. “Sarà un momento culturale di grande valore – aggiunge la soprintendente Rosalba Panvini – poiché i due artisti conviveranno all’interno di un luogo suggestivo arricchendo la chiesa di S. Lucia alla Badia. Questa mostra sarà anche un modo per celebrare Caravaggio e Siracusa”.

 

Nel corso della conferenza stampa di venerdì 22 luglio la soprintendente di Siracusa, Rosalba Panvini, illustrerà ai giornalisti le novità relative al trasferimento dell’opera di Caravaggio “Il seppellimento di Santa Lucia” che si trova sull’altare maggiore della chiesa di Santa Lucia alla Badia a piazza Duomo.