Si inaugura sabato prossimo, 10 settembre alle 19,00, negli spazi espositivi di Fototeca Siracusana, la personale fotografica “ON AIR” del fotografo Enzo Gabriele Leanza. In questa occasione va in onda, ossia ON AIR, il lavoro di Enzo Gabriele Leanza, un fotografo che vuole uscire dai luoghi comuni dell’istante fotografico o attimo fuggente, alla ricerca di una quarta dimensione, quella temporale, da registrare su un piano bidimensionale, proprio della fotografia, contro ogni regola, cioè in assoluta libertà creativa e in perfetta sintonia con il mondo delle vibrazioni per eccellenza: il mondo della musica. 
Un lungo lavoro di ricerca tra palchi musicali e concerti in ogni dove per affermare un’idea e uno stile.

Enzo Gabriele Leanza ne ha fatto una sintesi nel suo libro fotografico da cui prende spunto la personale fotografica ON AIR che resterà aperta dal 10 al 25 settembre alla Fototeca Siracusana con tutta la magia degli scatti di Leanza. La magia di un progetto fotografico che proviene da lontano nel tempo, come correttamente ricorda il noto fotografo italiano Maurizio Galimberti, nella sua introduzione allo stesso libro ON AIR:
Una progettualità carica del fotodinamismo dei fratelli Bragaglia. Una progettualità carica del fotodinamismo di Etienne Jules Marey e di Eadweard Muybridge. Una lezione fotografica antica con la visione della contemporaneità quella che Enzo ci propone con le sue immagini. Nelle fotografie maggiormente cariche di colore e dinamicità Enzo ci regala le cose migliori. Tra queste le immagini caratterizzate da ritmo e fisicità sono quelle che segnalerei come punto di partenza per visioni sempre maggiormente fotodinamiche, ma non prive di quel pathos fondamentale per una lettura emozionale dell’immagine stessa. Un cercare di non dimenticare la lezione di Roland Barthes (vedi il suo testo “I miti d’oggi”), in un momento in cui la fotografia si carica di superficialità gratuita, il pensiero di Barthes è un timbro fondamentale cui Enzo si attiene sempre per regalarci immagini dinamiche ma non stucchevoli, non gratuite“.

L’evoluzione della specie, anche quella dell’arte fotografica, scaturisce dalla rielaborazione di modelli già studiati e riconosciuti universalmente. Dagli anni Dieci del Novecento, l’epoca delle prime sperimentazioni dei fratelli Bragaglia, a oggi gli strumenti della fotografia sono cambiati, per fortuna non è cambiato l’istinto degli artisti, quel sacro fuoco che fonde la storia del tempo appena passato per forgiare il nuovo futuro, sempre incerto, mai stabile, ma sempre tremendamente affascinante perché è proprio lì che tutti ci ritroveremo a vivere.
L’ingresso è libero.