I tre vincitori ex aequo del concorso fotografico “Ognina a Siracusa, paesaggio costiero ed entroterra”, promosso dallo studio legale Giuliano, sono: Lorenzo Attardo, Vittorio Bellanich e Ranieri Meloni. Riceveranno ognuno un buono per l’acquisto di libri, dischi o supporti informatici. La premiazione è avvenuta sabato scorso, 15 ottobre, alla Galleria Roma – Fototeca Siracusana, in piazza San Giuseppe 3, a Ortigia, spazio dove dal 1° ottobre è stata allestita la mostra dei 20 partecipanti selezionati dalla giuria tecnica, rappresentata alla premiazione da Beatrice Basile, archeologa ed ex soprintendente ai Beni culturali di Siracusa, Peppe Maisto, architetto paesaggista e fotografo, e da Silvia Mazza, giornalista e storica dell’arte, che ha così motivato la scelta dei vincitori: Gli scatti dei tre concorrenti scelti per l’assegnazione dei premi sono quelli che meglio hanno interpretato l’obiettivo del concorso fotografico “Ognina a Siracusa, paesaggio costiero ed entroterra”. Le immagini proposte da ognuno si sono caratterizzate in modo differente: chi ha brillato per l’espressione della migliore tecnica, chi ha proposto un racconto fotografico più coerente e denso, chi invece si è distinto per l’originalità degli scatti. Tutti aspetti che hanno suscitato l’interesse e l’apprezzamento della giuria che ha deciso di assegnare ai signori Lorenzo Attardo, Vittorio Bellanich e Ranieri Meloni tre premi ex aequo”.

La giuria ha riconosciuto inoltre una menzione speciale a Serena Fiorini, e segnalato gli autori Marika Calvano, Gabriele Cassia, Concetto Campisi, Mattia Sanzaro, Ludovica Rizza per le suggestioni proposte attraverso alcune loro immagini La giuria tecnica e i local manager di Instagramers Siracusa hanno poi scelto l’immagine di Giancarlo Bello come migliore fotografia pubblicata nel contest Instagram #myognina”. Il premio del pubblico che ha visitato la mostra è stato invece assegnato a Carmela D’Agata. Ai partecipanti al concorso è stato chiesto di proporre un racconto fotografico di tre immagini che narrasse la bellezza del tratto di costa e di entroterra tra Ognina e Fontane bianche dove era prevista la realizzazione di un grande resort e di un campo da golf (progetto poi abbandonato) che avrebbero modificato definitivamente le caratteristiche di quell’area, una delle poche, in chilometri di costa, sottratte alla cementificazione.

Se il tema specifico del concorso è venuto, nel frattempo, a decadere per l’abbandono del progetto del mega resort, Silvia Mazza ha sottolineato che, “cionondimeno, resta la validità e opportunità temporale del concorso, volto a sensibilizzare l’opinione pubblica su un’area ancora minacciata da altre iniziative di tipo speculativo e, più in generale, sul territorio siracusano dall’inestimabile patrimonio culturale e paesaggistico. E questo perché – ha detto la giornalista de’ Il Giornale dell’Arte, autrice di un’inchiesta sul caso della sospensione dell’allora soprintendete Basile e dei trasferimenti di altri dirigenti dello stesso istituto – la situazione resta delicata perché gli strumenti di tutela del territorio sono ancora “deboli”. A cominciare dal Piano Paesaggistico che tutela il tratto costiero oggetto di questo concorso, che, adottato nel 2012, ancora non è stato approvato, benché l’iter amministrativo sia stato avviato il 10 febbraio scorso e sia già stata, quindi, superata la scadenza dei 150 giorni previsti entro cui doveva essere discusso in sede di Osservatorio Regionale del Paesaggio“.

Quali sono le ragioni e le responsabilità di questo ritardo? “ si è chiesta la Mazza. Interrogativo che ha posto anche per l’altro strumento di tutela, il Parco Archeologico della Neapolis che “non è ancora vigente, in quanto il decreto del 3 aprile 2014 ne ha solo individuato l’area che lo separa dal resto del territorio sottoponendolo a una disciplina d’uso specifico”. La giornalista, infine, ha spiegato che “serve introdurre presso l’opinione pubblica una corretta percezione di entrambi gli strumenti, con cui si supera, infatti, la rigida logica vincolistica in favore della progettazione di uno sviluppo sostenibile e durevole del territorio, secondo una visione dinamica e non più statica, la quale, in particolare col parco archeologico e la sua prevista autonomia finanziaria, introduce pure “sani” valori economicistici applicati al patrimonio culturale».

Beatrice Basile, che ha avuto il merito di dare una accelerazione all’iter per l’approvazione degli strumenti di tutela, è intervenuta per manifestare la propria preoccupazione per i ritardi nell’approvazione del Piano paesaggistico e nell’istituzione del Parco Archeologico, ritardi che sottopongono a forti rischi proprio le aree più fragili del territorio. Corrado V. Giuliano, promotore dell’iniziativa, ha sollecitato i partecipanti al concorso a impegnarsi per la salvezza di quel sito ed insieme a dare vita ad un movimento di sensibilizzazione perché si ponga fine agli ingiustificati ritardi istituzionali nella definizione del Piano Paesistico e del Parco Archeologico delle Mura Dionigiane. Ha poi invitato l’attuale Soprintendente di Siracusa a dare corso ad efficaci iniziative proprie del suo ufficio per completare l’iter dei due importanti strumenti di tutela, continuando l’opera di forte impulso che la Beatrice Basile aveva dato all’attuazione degli stessi.