Si inaugura sabato prossimo, 22 ottobre alle 18,30, negli spazi espositivi di Fototeca Siracusana, la personale fotografica di Luciano Cannella.

Unire la fantasia all’azione, il mezzo tecnico con l’espressione e il linguaggio visivo con l’originalità dello stile, sono le condizioni che determinano lo status di artista, in qualunque delle discipline delle arti visive.
Luciano Cannella, fotografo per vocazione, mescola bene questi ingredienti d’artista dello scatto, qual è, per tracciare il suo originale ritratto della città, semplicemente spostando, di qualche metro in su, il punto di vista su Siracusa.  Tanto quanto basta per arrivare a un ultimo piano, meglio se sulla terrazza di uno dei tanti palazzi della città nuova, e non solo, per catturare l’emozione dello spazio, quella sensazione che tutti abbiamo provato sul parapetto di una terrazza che toglie il respiro per un attimo e ci fa sgranare gli occhi davanti un meraviglioso cielo aperto sopra un orizzonte infinito. Una piccola emozione che sta sopra le nostre case, gratis, a disposizione di chi ha ancora voglia di  provarne.

E se la terrazza non fosse solo quella di casa nostra? E se si volesse moltiplicare questa emozione per quanti sono i palazzi di tutta la città o le città del mondo? Il lavoro di Luciano Cannella parte, infatti, da un po’ più lontano rispetto all’idea di fotografare scorci di Siracusa da punti di ripresa inusuali. La fotografia non è il fine del progetto dell’artista, ma solo una parte mediatica. Così il momento dello scatto non coglie l’attimo, ma la storia che lo precede, e il soggetto registrato fotograficamente non è il vero soggetto, ma lo sguardo finale su di una storia il cui protagonista è il ricordo di un’esperienza di cui l’immagine conclusiva ne costituisce la sintesi registrata e visibile sul piano bidimensionale di una stampa fotografica.

Luciano Cannella ha aperto un cantiere sul progetto di un’idea di comunicazione sociale, prevedendo diverse fasi per la sua realizzazione; dalla scelta dei luoghi e degli edifici, alla scelta del contatto (sociale ed empirico) per stabilire relazioni con soggetti sconosciuti da cui ottenere fiducia e condivisione, se non complicità, al solo scopo di aprire le porte del cielo (terrazze) sopra Siracusa. Un test importante per la psicologia sociale contemporanea improntata sulla diffidenza e sulla paura; una dimostrazione genuina per dimostrare che la fiducia nel genere umano non sia ancora del tutto scomparsa e che uno sguardo, una parola o un semplice gesto, purché autentici, siano ancora la chiave per aprire le diffidenze.

Osservare quindi le foto di questa mostra non serve solo per rivelare ciò che è direttamente visibile, ma per stimolare la fantasia e la curiosità del pubblico sulle singole storie, celate dietro ogni scatto, e soprattutto per comprendere l’importanza del bene condiviso e della fiducia nell’umanità, anche qui, sotto il cielo di Siracusa.
Una piccola lezione di fotografia per tanti che la praticano, di vita per tutti e un’occasione per uno sguardo curioso dai nostri tetti  per i tanti che amano questa città.

L’ingresso è libero