Un pomeriggio dedicato alla scrittura con un grande autore siciliano e italiano Roberto Alajmo. Il suo ultimo romanzo edito da Sellerio Carne mia sarà oggetto della serata. Conversano con l’autore Daniela Sessa, Giuseppe Piccione e Fabio Granata. Letture sceniche di Attilio Ierna a cura di Michele dell’Utri. Il 5 novembre alle 18 nel salone Amorelli di palazzo Greco, sede dell’Inda, in corso Matteotti, 29.

Tra Palermo e la Spagna una famiglia va incontro al suo destino. Due fratelli, un padre scomparso, una discesa nell’oscurità su cui splende implacabile la luce del sole.

“Roberto Alajmo ha gusto, curiosità e talento di cacciatore di storie. Preferisce la misura alle provocazioni che non provocano nessuno e il lettore stabilisce con lui una comunicazione immediata e amichevole” (Ernesto Ferrero, TTL – La Stampa).

La storia di Carne mia finisce con due ragazzini che camminano ai margini di una strada, nel sud della Spagna. Qualche macchina passa accanto, rallenta, non si ferma; il ragazzo più piccolo, ancora un bambino, non smette di parlare, in un brusio continuo che si mescola al canto delle cicale. L’altro, invece, rimane zitto. Dai suoi pantaloni sbuca il manico di un punteruolo.
Ma questa è la fine, prima c’è una vicenda ambientata negli anni Novanta al Borgo Vecchio, il quartiere popolare di Palermo incastonato ai margini della zona più prestigiosa della città.

Giornalista e scrittore, dal 2013 Roberto Alajmo dirige il teatro Biondo di Palermo. Tra i suoi libri: Notizia del disastro (2001), Cuore di madre (2003), Nuovo repertorio dei pazzi della città di Palermo (2004), È stato il figlio (2005), da cui è stato tratto nel 2012 l’omonimo film diretto da Daniele Ciprì, Palermo è una cipolla (2005), L’arte di annacarsi (2010).