Si inaugura sabato 3 dicembre alle 18,30, negli spazi espositivi di Fototeca Siracusana,  la personale di pittura dell’artista romano Massimiliano Frumenti Savasta,  prenderanno parte alla serata Miriam Aurora Scale per i testi recitati e il Maestro Aurelio Caliri per l’esecuzione delle musiche.

Conoscere il mondo attraverso la sensibilità non significa conoscerlo veramente. Il “vero” mondo si nasconde agli occhi dell’uomo. Il mondo vero si trova proprio dietro un velo. Questo velo è appunto il “velo di maya”. Schopenhauer afferma che la vita è un sogno. Il reale si nasconde sotto il velo di maya. Il velo va strappato tramite le tre vie di redenzione dal dolore. Si tratta delle tre strade che possono sconfiggere il dolore e l’ignoranza dell’uomo. Esse sono l’arte, la pietà e l’ascesi. Secondo Schopenhauer la vita dell’uomo è infatti come un pendolo che oscilla tra la noia e il dolore. Massimiliano Frumenti Savasta cammina da anni sulla via dell’arte cercando di ri/esplorare l’origine, di contattare il profondo Sé . Il progetto ” Arte Nomade” inizia nel 2013 con la stanza N 1° Realizzata per Fabbrica/Arte Contemporanea. Canicattini Bagni. Fondazione Buccheri a cura di Giuseppe Bombaci. Segue La Stanza n2 La Casa dello Spirito, realizzata per la G.A.N ex Convitto Ragusa.

Lo scorso Aprile dopo aver presentato “Gli Eroi feriti” allo Studio Barnum (Noto) a cura di Vincenzo Medica, ha cominciato a lavorare alla Stanza n.3 per la Fototeca Siracusana a cura di Salvatore Zito.

La Stanza 3 si nomina Grafein (dal greco sta per: scrivere, disegnare dipingere) -o dell’amore puro-.

È costituita da opere scritte, disegnate, dipinte su carta materia che accompagnano la ricerca di Frumenti ormai da trent’anni.

Per questo, a comporre in modo definitivo il lavoro, saranno presenti oltre alle opere, tra le quali un elemento scultoreo “L’Eros ferito”, collaborazioni di attori come voci portanti e materiali sonori. Lo stesso artista asserisce che il suo è un viaggio a ritroso per ritrovare la purezza utile a incidere una realtà illusoria, al fine di sospenderne il giudizio.

Un invito, per il pubblico, a entrare in contatto con il proprio Luogo Sacro e con il proprio spazio catartico.

Nell’atto di creazione di ciascun individuo l’arte nutre l’anima, coinvolge le emozioni e libera lo spirito, e questo può incoraggiare le persone a fare qualcosa semplicemente perché vogliono farlo. L’arte può motivare tantissimo, poiché ci si riappropria, materialmente e simbolicamente, del diritto naturale di produrre un’impronta che nessun altro potrebbe lasciare ed attraverso la quale esprimiamo la scintilla individuale della nostra umanità” (Bernie Warren).

L’ingresso è libero