In occasione delle festività natalizie, la Pro Loco Floridia è lieta di invitarvi alla mostra personale del maestro Gaetano Tranchino, intitolata Immagini della memoria, che si terrà alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Palazzo Raeli a Floridia.

La mostra verrà inaugurata domani alle 18 e sarà possibile visitarla fino al 7 gennaio.
Il testo critico verrà affidato all’architetto Salvatore Rapisarda.  “Da diciotto anni la ProLoco Floridia propone varie e differenti occasioni volte all’esaltazione di questa città – afferma la presidente della Pro Loco Floridia Serena Spada -. Nell’ottica dell’ampliamento dell’offerta culturale e della promozione territoriale, siamo particolarmente lieti di presentare alla comunità un momento importantissimo, di arricchimento personale, un’occasione di conoscenza e di ulteriore avvicinamento all’arte, quale l’opportunità di ammirare alcune delle opere del maestro Gaetano Tranchino. Un incontro, quello col Maestro Tranchino, particolarmente formativo ed emozionante che ci ha indotti a organizzare questo evento. Sono certa di fare cosa gradita alla collettività tutta, convinta che l’arte e la cultura rivestano un ruolo centrale sia per la crescita individuale sia, di conseguenza, per la stessa coesione della comunità. Ringrazio i soci e in particolar modo il direttivo della Proloco Floridia che hanno subito dimostrato particolare interesse e impegno. Sento, infine, il dovere di ringraziare i soggetti privati e gli imprenditori che, in mancanza di finanziamenti pubblici da qualche tempo ci danno fiducia e dimostrano di essere sempre particolarmente sensibili alle nostre iniziative; ben consapevoli del ruolo che la Proloco svolge sul territorio; anche questa volta l’hanno dimostrato sostenendoci economicamente nella realizzazione di questo catalogo. Con l’entusiasmo e la volontà di promuovere questa città, siamo certi che a questa manifestazione ne seguirà una lunga serie

Nato a Siracusa nel 1938, Gaetano Tranchino a Siracusa vive senza inquietudini che non siano quelle della ricerca, dell’approfondimento e perfezionamento dell’arte sua: sereno, appagato, senza alcuna ansietà ed affanno ad inseguire la notorietà, il successo. Raramente si allontana dalla sua città: in occasione di qualche sua mostra in Italia e all’estero – o di mostre altrui, ma di pittori che sommamente lo interessano. Stranamente, stante l’imponente ciarlataneria che nel campo dell’arte (si dice per dire, arte: poiché frequente ne è la negazione) trova spazio, Tranchino è riuscito a guadagnarsi il suo con mostre, a distanza di qualche anno tra l’una e l’altra, in prestigiose gallerie; e riscuotendo l’attenzione dei critici più avvertiti e perciò meno legati a tendenze più o meno inautentiche , più o meno mistificatorie. Non gli è mancata, peraltro, l’attenzione di scrittori non addetti ai lavori di critica d’arte: e particolarmente è da segnalare la presentazione che Vincenzo Consolo ha fatto per la mostra di qualche anno fa alla milanese Galleria:

guardando le sue pitture si può se mai far qualche richiamo a De Chirico, a Savinio, a Giuseppe Viviani. Ma più puntuali e sollecitanti vengono i richiami letterari. A Borges che in questi ultimi anni è stato per Tranchino congeniale nutrimento: come lo scrittore che la sua pittura in un certo senso attendeva”.

E a Conrad, che giustamente Antonello Trombadori ricorda nel discorso introduttivo al catalogo. E non è che faccia pensare a Conrad la presenza, nei quadri di Tranchino, del mare, delle navi che sembrano emergere dal fondo marino, cariche di escrescenze e incrostazioni, dei marinai confitti nell’ immemore stupore. E’ piuttosto, a far pensare a Conrad, la presenza di un destino, del destino.