Tutto pronto per l’apertura del nuovo piccolo teatro Alfeo, un’impresa totalmente privata, su iniziativa di Alfredo Mauceri, a Siracusa in Ortigia, in via della Giudecca 22. Tre spettacoli d’autore durante tra gennaio e febbraio 2017. Un nuovo progetto con la direzione artistica di Antonio Casciaro già promotore in città di eventi culturali e internazionali.

Il Teatro nasce principalmente per dare l’opportunità a compagnie e attori siracusani di coltivare l’amore per il teatro e promuovere idee locali che possano, nel tempo, intrecciarsi anche con iniziative nazionali ed europee. Un piccolo teatro per progetti anche sperimentali e con un rapporto meno distante con il pubblico.

Il direttore artistico Antonio Casciaro, da sempre cultore di spazio cinetico e relazionale in tutte le sue forme – politiche, urbane, corporee, cinematografiche -, propone per l’apertura del Teatro Alfeo una prima rassegna sugli “affetti”, sulla capacità trasformativa dell’uomo di ricomporre le passioni per trasformarle in azioni.

Una rassegna dove timori e speranze divengono immagini non solo di un territorio relazionale e ambientale compromesso dall’uomo – afferma -, ma anche, e soprattutto, di un’anima capace di superare la malinconia e promuovere la gioia. Le immagini così si fondono in un luogo etico, uno spazio interiore ove emergono non solo istanze di una condotta migliore per sé e per gli altri, ma anche esigenze di accettazione della natura umana e quindi vocazione all’agire con sé stessi. Passioni non solo nel senso di subire, ma anche e soprattutto ‘affetti’ nel senso spinoziano del termine; una rassegna che vuole dare corpo teatrale alla umana capacità di agire attivamente per recuperare una naturale disposizione alla mediazione con la mente: la gioia e la tristezza, più riusciamo a comprenderle, meno le si patisce. Non subire, ma agire. Tre interpreti siracusani, tutt’e tre attori professionisti. Tutt’e tre ci porteranno alla riflessione sulle forze attive degli ‘affetti’, affinché ci possano permettere un superamento delle passioni in azioni. Il teatro, come il corpo e la parola possano scrivere significati”.

GLI SPETTACOLI

22 gennaio 2017, 18:30

L’uomo della terza fila – Ideato, diretto e interpretato da Davide Sbrogiò, con Antonio Aiello. In un monolocale un anonimo contrabbassista di fila di un’orchestra racconta, in un crescendo nevrotico e visionario, la propria frustrazione di musicista e di uomo. Il contrabbasso infatti diventa la metafora di una vita relegata ai margini, priva di soddisfazioni, di successi, di relazioni umane autentiche, una vita di sconfitte e di amarezze. Fuori da questo spazio volutamente insonorizzato, nel quale si muovono l’attore e il contrabbassista (quest’ultimo vero e proprio “alter ego” dell’interprete), c’è un mondo prosaico fatto di rumori, violenza, raccomandazioni, soprusi, un mondo che condanna all’incomunicabilità e alla solitudine, quella solitudine nella quale si ritrova ad agire, come un eroe “ tragicomico “, il protagonista di questa storia.   E’ un’amara riflessione sulla sorte dell’uomo di oggi, smarrito e confuso, incapace di gridare il proprio dolore e la propria infelicità.

29 gennaio 2017, 18:30

Francesco Di Lorenzo, Un Uomo Qualunque – Monologo tratto dal romanzo di Roselina Salemi Il nome di Marina, per la regia di Erika Barresi, storia che narra le vicende legate alla distruzione di Marina di Melilli. Un uomo qualunque si guarda indietro e racconta. Racconta la sua battaglia perduta, le sue illusioni, le cose che ha visto e che ha sognato, spinto da desiderio di lasciare una traccia. La sua verità su quello che è successo in un pezzetto di Sicilia, – il piccolo paese di Marina di Melilli – un luogo che amava è che stato sacrificato al dio del presente, della velocità, del cambiamento, del progresso. Non ci sono invenzioni: tutto è successo davvero. Alla fine, l’Uomo Qualunque, un po’ anarchico e un po’ conservatore, un po’ idealista, un po’ giustiziere, si consegna a chi può far vivere la sua storia. Si consegna a noi. Diventa un libro. Diventa una voce su un palcoscenico.

5 febbraio 2017, 18:30

Lorenzo Falletti , Piccoli e tremendi – Monologo tratto da piccoli racconti di Michele Serra, Eduardo Erba, Anonimo Popolare e dello stesso Lorenzo Falletti. Presentato dalla associazione “GrecaLevante”. Sono quattro piccoli racconti, messi in scena da Falletti. Storie di vita quotidiana di quattro donne. Una madre, una vecchia madre che aspetta, sull’uscio della propria casa, il suo turno per andare via da questa terra. Tratto da un racconto anonimo popolare. Il pianto della Madonna. Un piccolo racconto, ironico-amaro di Michele Serra. Narra le parodie sull’ immaginette della Madonna che cambiano a seconda un determinato tema. Anna. Storia di un amore verso una donna, appunto Anna. Narrata da Eduardo Erba, con molta leggerezza. Infine, Liberi dagli stracci di Lorenzo Falletti, la storia di un uomo maturo che non si vuole arrendere all’amore per le donne.