Per il quarto anno consecutivo un progetto di educazione alla legalità della Rete di scuole Graziella Campagna ha ottenuto il finanziamento della Regione Siciliana nell’ambito dell’art. 14 della L.R. n. 20 del 13.09.1999, “Nuove norme in materia di interventi contro la mafia e di misure di solidarietà in favore delle vittime della mafia e dei loro familiari”.

La rete “Graziella Campagna” è costituita da sei scuole della provincia, il VI Istituto Comprensivo “N. Martoglio”, il XIV Istituto Comprensivo “K. Wojtyla”, il IV Istituto Comprensivo “G. Verga”, il XIII Istituto Comprensivo “Archimede”, tutti di Siracusa, il IV Istituto Comprensivo “S. Quasimodo” di Floridia e il IV Istituto Comprensivo “D. Costa” di Augusta, che è la scuola capofila.

Nelle scuole coinvolte l’educazione alla legalità è attività curriculare, trasversale a tutti gli ambiti disciplinari che pervade ogni aspetto della vita scolastica, identificandosi con la formazione integrale dell’uomo e del cittadino.

Il progetto elaborato quest’anno ha per titolo “Coltiviamo i frutti della legalità: dagli orrori delle mafie ai sapori della terra”.

La tematica che si è scelto di sviluppare è quella dei beni confiscati alle mafie, un argomento ritenuto significativo per le nuove generazioni per approfondire la dimensione etica, culturale ed economica dell’uso sociale dei tali beni sottratti alla criminalità organizzata.

I riflettori saranno rivolti verso la Fattoria didattica di Lentini, gestita dalla Cooperativa “Beppe Montana”, coinvolta nel progetto, aderente alla rete di Libera Terra, realizzata proprio in una proprietà confiscata alla mafia.

Gli alunni avranno modo di verificare come la confisca di un bene alle organizzazioni mafiose e il suo utilizzo a fini sociali rappresenta nella provincia di Siracusa un fronte nuovo della rinascita etica e culturale.

Infatti è la prima volta in cui lo Stato unisce l’azione repressiva delle Forze dell’Ordine, instancabile ed efficace, a un progetto di legalità, costruito insieme alla società civile per restituire alle comunità locali quei beni, che prima avevano rappresentato la forza e la potenza della più forte cosca mafiosa del territorio siracusano.

Trasformare case, masserie e terreni di un boss in una fattoria polifunzionale significa creare servizi, vivibilità e riaffermare il primato della legalità.

Gli alunni saranno guidati a percepire concretamente il bene confiscato come “laboratorio” di legalità, “nodo” di una rete di relazioni positive fra le istituzioni, le scuole, i Comuni e la società civile.

Attraverso la sperimentazione da parte degli alunni delle sei scuole della valorizzazione sociale del bene confiscato alle mafie, si vuole raggiungere la consapevolezza del valore della di trasformazione dei luoghi dove si sono consumati atti di barbarie terribile in luoghi della memoria e dell’impegno contro la mafia, affinché l’orrore e la vergogna si trasformino in testimonianza di impegno civile, in coraggio per costruire un luogo di vita, di cultura, di pace e di crescita sociale.