Sono quasi 5 milioni e in ogni parte del mondo parlano italiano perché sono i nostri connazionali residenti all’estero; hanno affrontato anni orsono l’incognita di vivere da stranieri in terra straniera. Hanno messo in gioco le loro capacità, le loro conoscenze, le loro esperienze e si sono confrontati con realtà diverse da quelle che avevano lasciato in patria e, in vario modo, si sono affermati. Hanno messo la loro impronta di Italiani nell’internazionalità del loro operare.

Operare quasi sempre lontano dai riflettori, dalle celebrazioni ed è a loro che si rivolge il Premio ASI Italiani nel mondo che domenica 29 ha celebrato a Fiuggi, al teatro Comunale, la seconda edizione. Lì il pubblico è stato accolto da un grande pannello con raffigurata una vecchia valigia chiusa con lo spago, opera di una giovane emigrante, il cui nonno era floridiano, e che vive in Lussemburgo, il titolo è Una valigia di speranze.

Un’apposita commissione ha vagliato varie candidature nei settori Cultura, Sociale e Sport e ha individuato tre Italiani e una istituzione:

Luisella Suberni Piccoli: regista teatrale triestina che da trent’anni vive in Lussemburgo; con la propria compagnia Teatrolingua presenta opere di importanti autori come Goldoni, Tofano, Svevo, De Filippo, Garinei e Giovannini. Il 25 maggio sarà a Roma per presentare la pièce “Va’ all’Inferno, Dante!”.

Gaetano Indomenico: imprenditore siracusano che dal 1964 vive a Hartford, capitale del Connecticut. Era emigrato come muratore, con alcuni connazionali ha costituito un’impresa che ha dato lavoro e alloggio a centinaia di americani. Ha mantenuto rapporti con Floridia, sua terra d’origine, sostenendo iniziative sociali e imprenditoriali.

Fondazione Migrantes: istituzione della CEI celebra il suo trentennale di lodevole attenzione verso tutti i migranti. Dal 2006 pubblica il Rapporto Italiani nel mondo di cui è curatrice Delfina Licata.

Ileana Salvador: marciatrice veneta che ha conquistato notevoli successi internazionali e stabilito record mondiali. Laureatasi in pedagogia vive da una ventina d’anni in Svezia dove è apprezzata funzionaria dell’Ambasciata d’Italia.

Vivono lontano dai riflettori della celebrità, non cercano prime pagine ma esprimono ogni giorno il loro talento, perché di talento si tratta quando operi in terra straniera e devi affermarti tra altri stranieri, sei giudicato/a da stranieri e mantieni inalterate le tue caratteristiche, le tue virtù, le tue origini.

Sono risorse che contribuiscono alla crescita del paese che li ospita mentre il cuore resta comunque in Italia.

Questo premio è un riconoscimento a quelle speranze divenute certezze.