Gli studenti della V B del liceo Scientifico Elio Vittorini di Lentini, a lezione di Fisica moderna da Giovanni Catanzaro, astronomo dell’Istituto nazionale di Astrofisica (INAF) in servizio all’osservatorio astrofisico di Catania, nonché docente di Geografia astronomica del corso di laurea in Scienze Ambientali e Naturali dell’università degli studi di Catania.

La lezione ha avuto come tema L’interazione tra luce e materia. Dalla crisi della fisica classica alla nascita della fisica moderna”. Durante la presentazione dell’attività, l’insegnante di Fisica degli allievi, Anna Daniele, ha fatto un breve cenno al curriculum del relatore, soffermandosi soprattutto sull’importante esperienza maturata negli Stati Uniti. Poco dopo aver conseguito il dottorato di ricerca, selezionato tra candidati di diverse nazionalità, Giovanni Catanzaro fu chiamato a lavorare come ricercatore alla Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland) occupandosi dello studio delle stelle calde che vengono osservate dal telescopio spaziale FUSE (Far Ultraviolet Spectroscopic Explorer).

Sarebbe stato – ha affermato la docente – uno dei tanti “cervelli in fuga” dall’Italia, ma, per nostra fortuna, l’amore per la famiglia e per la propria terra, lo ha convinto a tornare in patria e ha permesso a tutti noi di non privarci dei suoi importanti studi e delle sue preziose ricerche”.

Recentemente, infatti, Catanzaro ha fatto parte del team di astronomi protagonista nel 2011 di un’interessante scoperta relativa a una stella di un sistema solare lontano migliaia di anni luce. La scoperta è stata possibile grazie al satellite Kepler, che ha consentito di osservare delle oscillazioni simili a quelle che si verificano nel Sole, ma molto più deboli, che sono state osservate per la prima volta in una stella variabile del tipo Delta Scuti.

Dopo una breve panoramica sulla struttura dell’atomo, il ricercatore ha illustrato le caratteristiche della radiazione elettromagnetica, ponendo l’attenzione dei ragazzi sull’effetto Doppler. Ha, poi, spiegato la natura duale della luce e i suoi vari effetti, tra cui l’effetto fotoelettrico. Infine, la trattazione della radiazione atomica e della sua emissione ha condotto alla spiegazione delle varie applicazioni che tutto ciò ha nella spettroscopia stellare.

I ragazzi sono rimasti affascinati – prosegue la docente – perché la presentazione di questi argomenti, certamente di non facile comprensione, è stata chiara, lineare e ricca di foto, video e simulazioni virtuali che hanno catturato la loro attenzione e stimolato la loro curiosità. Inoltre, non si è trattato della classica lezione frontale o del consueto seminario dell’esperto nel settore, ma di una sorta di lezione “interattiva” tra i due docenti e gli studenti. Questi ultimi, sapientemente guidati, sono riusciti a cogliere al volo, quasi senza accorgersene, i numerosi spunti di riflessione loro proposti

Giovanni Catanzaro si è laureato in Fisica (indirizzo Astrofisico) nel 1995 all’università degli studi di Catania discutendo una tesi sull’abbondanza chimica dell’elio nelle stelle chimicamente peculiari. Prosegue in questo campo di studi durante il successivo periodo di ricerca culminato nel 1998 con il conseguimento del titolo di Dottore di ricerca in Fisica.

Nel 2000 si trasferisce negli USA come ricercatore alla Johns Hopkins University di Baltimora (Maryland) dove entra nel team di lavoro che si occupa dello studio delle stelle calde che vengono osservate dal telescopio spaziale FUSE (Far Ultraviolet Spectroscopic Explorer).

Nel 2001 diventa ricercatore astronomo alla sede INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica) di Catania, dove continua a lavorare sull’abbondanza degli elementi chimici nelle atmosfere stellari.

Nel corso degli ultimi anni si avvale, per le sue ricerche, dell’utilizzo dei più moderni strumenti astronomici installati presso gli osservatori dell’ESO (European Southern Observatory) sulle Ande cilene e del Telescopio Nazionale Galileo (TNG) installato presso l’isola di La Palma dell’arcipelago delle Canarie.

Attualmente fa parte del team internazionale di astronomi che si occupa di gestire i dati del telescopio spaziale Kepler (lanciato nel marzo del 2009), la cui missione principale è quella di scoprire pianeti di tipo terrestre che orbitano attorno ad altre stelle. Sempre nell’ambito di questa collaborazione internazionale, ha lavorato con il telescopio di ultima generazione LAMOST installato in Cina, dove ha partecipato in qualità di responsabile scientifico al congresso di presentazione del lavoro, svoltosi a Pechino nell’agosto del 2014.

Docente di Geografia astronomica del corso di laurea in Scienze Ambientali e Naturali dell’università di Catania.

A tutt’oggi ha firmato circa 100 articoli su riviste internazionali che si occupano di numerosi campi specifici di astronomia.