La Gara dei Dolci è divenuto un vero evento culturale e gastronomico oltre che un appuntamento imperdibile. La manifestazione ha avuto luogo lunedì 20 febbraio in un noto ristorante siracusano; il benvenuto della presidente di Federcasalinghe “Obiettivo Famiglia” Sicilia-Orientale, Iole Bellei Capodicasa che ha ringraziato per la numerosa partecipazione e ha riferito su alcune notizie dell’associazione fondata in Italia 33 anni fa da un piccolo gruppo di donne (professioniste, insegnanti, impiegate e casalinghe) che come già in molti altri paesi europei, decisero di valorizzare il lavoro femminile in ogni sua espressione. “A Siracusa, oltre a iniziative mensili in vari campi, il nostro fiore all’occhiello sono le mostre “Donna Creativa” nel periodo delle festività natalizie ed in maggio per il “Mamma Day”che sono fra le migliori espressioni artistiche ed artigianali dell’Associazione”.

Iole Bellei ha, poi, introdotto il dlegato di Siracusa dell’Accademia Italiana della Cucina Angelo Tamburini invitandolo a un breve contributo culturale su “Dolci di Carnevale: la tradizione in Italia e nel mondo” “Carnevale si festeggia pressoché in tutto il mondo – ha esordito Tamburini – e anche ogni regione d’Italia ha le ricette tipiche di Carnevale: le castagnole sono del Friuli, mentre in Emilia e in Lombardia possiamo trovare i tortelli di Carnevale, conosciuti anche come ravioli dolci, fatti di pasta sfoglia con un ripieno di marmellata, frutta secca e, a volte, ricotta. In centro Italia troviamo la cicerchiata a base di miele (ingrediente che conferma l’antichità della ricetta), apparentemente molto simile agli struffoli di origine napoletana che in realtà presentano significative differenze rispetto alla cicerchiata. Sono originari di Napoli pure dolci come le zeppole di Carnevale, ciambelle fritte con o senza ripieno, la cui ricetta si ritrova già in testi molto antichi e descritta in versi ne “Il grande libro del la pasticceria napoletana” in cui le zeppole vengono rinominate “le zeppole di Ippolito Cavalcanti”… I dolci più diffusi da Nord a Sud dell’Italia rimangono comunque le chiacchiere che risultano il dolce più diffuso e cambiano nome a seconda delle varie zone del Paese: in Toscana si chiamano cenci, sfrappole in Emilia, bugie in Liguria e in una parte del Piemonte, crostoli in Friuli, Trentino e in alcune zone del Veneto, frappe a Roma e galani a Venezia e Verona….Tra i principali dolci di Carnevale tipici siciliani troviamo i famosi cannoli di ricotta, la pignolata (pasta dolce fritta), le crispelle di riso e miele o gli sfinci di Carnevale, simili alle frittelle ma aromatizzati alla cannella e “finiti” con miele colante…. Ma anche nel mondo ci sono dolci tipici di Carnevale: in Brasile i papos de anjo, dolcetti ottenuti da albumi montati e versati in stampini per muffin, successivamente cotti sino a che non diventano duri e infine messi nuovamente a cuocere in sciroppo di zucchero e vaniglia. In Regno Unito non si distinguono certo per fantasia: i dolci inglesi preferiti per Carnevale sono infatti i classicissimi pancakes che non hanno (più) bisogno di delucidazioni. In Nord Europa il Carnevale si festeggia a base di semla, una sorta di bignè di grano piuttosto sostanzioso farcito con un impasto di latte e mandorle e ricoperto di panna montata. In Germania spopolano i berliner, i classici bomboloni o krapfen ripieni di marmellata che anche in Italia non dispiacciono affatto, anzi. Negli Stati Uniti, naturalmente, la parola d’ordine è “strafare” e nemmeno i dolci di Carnevale ne sono esenti: uno dei più diffusi è la King Cake, una torta di Carnevale arcobaleno originaria di New Orleans che è in sostanza un ciambellone di pane intrecciato e ricoperto con glassa di ogni colore, dal viola all’oro passando per il verde o il rosa. In Belgio, infine, il periodo pre quaresimale viene celebrato a suon di smoutebollen, frittelle (untissime) ripiene di frutta

Un applauso di convinto apprezzamento ha sottolineato l’intervento culturale di Angelo Tamburini che ha tratteggiato anche gli aspetti etno-antropologici e culturali di questa festività diffusa in tutto il mondo.

A seguire è stata servita la cena: un menu semplice ed essenziale, per mantenere al centro dell’attenzione proprio i dolci qui di seguito elencati unitamente alle loro realizzatrici: Castagnole di Carnevale di Maria Tranchina; Krapfen di Rosetta Nobile; Torta di ricotta di Maria Cocula; Crostoli di Iole Bellei (fuori concorso); Castagnole di Marinella Tramontana; Pignoccata colorata di Maria Mazzeo; Frittelle di Carnevale di Vera Giudice; Ravioli di ricotta e cioccolata di Daniela Vittorio; Torta Arlecchino di Patrizia Palestro.

La speciale Giuria della Gara dei Dolci, formata dal presidente Angelo Tamburini, delegato di Siracusa dell’Accademia Italiana della Cucina; Franca Mandanici per il “Club del Fornello” di Siracusa e Francesco Fichera dell’I.P.S.A. “Federico II di Svevia” di Siracusa, ha operato in sintonia valutando l’aspetto estetico, le caratteristiche organolettiche e l’armonia del gusto dei manufatti dolciari preparati dalle concorrenti.

Sono state proclamate vincitrici della quarta edizione della Gara dei Dolci e premiate con targhe: Maria Mazzeo (prima classificata), Daniela Vittorio (seconda) e Maria Tranchina (terza).

Angelo Tamburini ha consegnato alla emozionata Iole Bellei Capodicasa il gagliardetto accademico in considerazione della costante attenzione e promozione delle tradizioni gastronomiche del territorio, fra gli scopi più importanti dell’Accademia Italiana della Cucina. Dulcis in fundo si è conclusa la manifestazione della Gara dei Dolci anche con la degustazione dei dolci artigianali, realizzati che hanno ripercorso le ricette tradizionali familiari e del territorio e determinato nei presenti l’affiorare di antiche dolcezze: un universo fatto di ricordi, di aromi, di emozioni, di tradizioni familiari ed anche di piacevole convivialità.