Leggete! Qualunque cosa. Ma leggete, perché leggere è l’unico modo per essere liberi”. E’ l’invito rivolto ai giovani di Volalibro da Fabio Canino che lunedì, durante la presentazione del suo libro “Rainbow Republic“, ha aggiunto: “Poi nella vita, magari, si sbaglierà, ma con la propria testa, non con quello che ci dicono sia giusto o sbagliato. Occorre avere insomma la consapevolezza di ciò che si fa. E questo sempre e comunque. Ben vengano, quindi, manifestazioni come Volalibro, basate sull’importanza della lettura”.

Moderato dall’attore Luigi Tabita, direttore artistico del Giacinto Festival, l’incontro di stamattina ha rappresentato per Fabio Canino anche l’opportunità di presentare il suo libro. “Nella Rainbow Republic – ha spiegato l’autore – la più grande aspirazione è la ricerca della felicità, ma non per il singolo perché la mia felicità personale non esiste, non ha senso se sono circondato da persone infelici. Quindi deve essere una felicità per tutti. Che faccia andare avanti tutti. Che sia il motore, l’energia del futuro”. Spazio anche a un tema di scottante attualità come il bullismo: “I ragazzi oggi – ha concluso Fabio Canino – hanno i mezzi per comprendere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. E la felicità passa attraverso il non rendere infelici gli altri”.

Ma nella prima giornata di Volalibro i riflettori sono stati puntati anche su Lele Scieri, il parà che, nel 1999, fu ritrovato morto nella caserma Gamerra di Pisa. “Il ragazzo che cade”, racconto del giornalista e scrittore Paolo Di Stefano, è stato al centro della lettura teatralizzata di Sabina Pangallo e Salvatore Tringali, alla presenza dell’autore. Quindi il deputato nazionale Sofia Amoddio, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Lele Scieri, e Carlo Garozzo, presidente dell’associazione “Giustizia per Lele”, hanno ripercorso la vicenda di Emanuele Scieri. “L’omertà parte dal basso – ha ribadito Sofia Amoddio – non ci sarebbe infatti omertà dei vertici, di qualunque istituzione o professione, se l’omertà non partisse dal basso. E allora – ha detto rivolgendosi ai giovani di Volalibro – parlate. Non spaventatevi mai di fronte alla verità. Perché se più persone all’interno della Gamerra avessero detto quanto visto o sentito, questa storia avrebbe trovato un epilogo”.

Questa è anche una storia d’amicizia – le ha fatto eco Carlo Garozzo – e i ragazzi devono capire che non bisogna mollare, che bisogna lottare soprattutto per un amico che non c’è più. Che bisogna difendere i valori puri perché questa è comunque una storia d’amore di tante persone nei confronti di un amico che, secondo il nostro parere, è stato ucciso barbaramente. L’invito è di non mollare e  di non fermarsi mai dinanzi alle difficoltà“.

La scrittrice Annalisa Stancanelli, dirigente scolastico del IV istituto comprensivo “Verga” di Siracusa, ha tenuto una conversazione illustrata su “Elio Vittorini, la poesia delle immagini, dai fumetti ai romanzi giapponesi”. Partendo dalle sue ricerche su un tema inedito ha percorso la vicenda editoriale di Elio Vittorini dal 1939 alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso con l’ausilio di immagini tratte da libri delle Collezioni Pantheon Letteraria e Teatrale Bompiani degli anni ’40, delle Collezioni I Millenni Einaudi degli anni Cinquanta e dal Politecnico. “Tra il 1939 e il 1943 – ha spiegato – Elio Vittorini curò gli apparati iconografici delle collane Pantheon teatrale e Pantheon letteraria per la Bompiani. Scelse personalmente le illustrazioni, andò a caccia di dipinti e affreschi, scovò libri di pittura e arredamento. Lo scrittore si appassionò del mondo delle immagini, scoprì la loro poesia e il loro potere evocativo. Nel 1945 iniziò l’avventura del Politecnico e in quella rivista Vittorini diede spazio a pittura, arte, fumetti pubblicando anche in lingua originale Popeye di Segar. Le immagini potevano avere diversi ruoli ed essere anche amplificatrici del pathos dei racconti. Pubblicò anche alcuni disegni di Guttuso che illustravano il romanzo di Hemingway Per chi suona la campana. Lasciato Bompiani, Vittorini iniziò a collaborare con la casa editrice Einaudi  e curò anche  tutta la meravigliosa serie I millenni, scegliendo personalmente tutte le immagini dell’apparato iconografico dei volumi pubblicati tra il 1949 e il 1953”.

Tra gli incontri di lunedì, anche quello su “I rischi del web”, a cura del personale della Polizia postale che ha invitato i giovani “a usare la testa prima di fare click”.

Largo anche al seminario “Nuove competenze linguistiche per vivere nei contesti multiculturali”: focus sulla lingua e la cultura cinese”, a cura dell’istituto Confucio dell’Università Kore di Enna con la prof.ssa Marinella Muscarà, direttrice del Centro linguistico interfacoltà – Università Kore di Enna e il prof. Alessandro Tosco, ricercatore di lingua e letteratura cinese dell’Università Kore di Enna e la prof.ssa Sun Ao, direttrice dell’istituto Confucio.

Tutti gli eventi sono stati preceduti dall’inaugurazione di tre mostre: quella delle opere dei ragazzi partecipanti al concorso “Piccoli illustratori” dal tema “Io e la mia città”, nella sala Gagliardi di palazzo Trigona, l’altra sulla scultura e pittura “Istanze e sperimentazioni del contemporaneo, da Giorgio De Chirico a Igor Mitoraj” a cura degli studenti del liceo artistico di Noto nella sede della Pro Noto di Palazzo Trigona e l’ultima “Storia di donne nei documenti d’archivio” nella sezione dell’Archivio di Stato di Noto a Palazzo Impellizzeri. A tagliare il nastro, anzi i nastri, il sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, il presidente della Pro Noto, Piero Giarratana e l’ideatrice e coordinatrice di Volalibro, Corrada Vinci.

L’immigrazione al centro della seconda giornata di Volalibro. A parlarne ai giovani studenti, Paolo Di Stefano, il giornalista e scrittore che, presentando il suo libro “I pesci devono nuotare”, ha ricordato come “dobbiamo essere consapevoli del fatto che la migrazione ha riguardato anche noi e quindi dovremmo riuscire a mettere in relazione il nostro passato con il nostro presente. E avere memoria di ciò che siamo stati, lavorare a futura memoria. Mettere cioè insieme il futuro con il passato”. “I pesci devono nuotare” racconta infatti la storia di Selim, giovane egiziano stretto tra la dura vita familiare e sociale del suo Paese e la realizzazione economica ed esistenziale che sogna di trovare in Italia. Ancora minorenne, deciderà di imbarcarsi, riuscendo nel suo tentativo e dando avvio alla sua nuova vita da immigrato. Paolo Di Stefano, con questa storia vera, che ha le sue radici nella cronaca di tutti i giorni ma che ci trasporta lontano, in un viaggio sorprendente, racconta i sentimenti, le scoperte e le emozioni di chi sta dall’altra parte di quel muro. Di chi ha imparato un principio universale: i pesci devono nuotare.

Ma martedì i giovani di Volalibro hanno potuto incontrare anche la designer e stylist Cori Amenta. “Essere se stessi per vincere” il titolo dell’evento moderato dall’assessore alla Cultura del Comune di Noto, Sabina Pangallo, durante cui Cori Amenta ha spiegato: “Si può essere se stessi e vivere una vita gratificante, bella indipendentemente dal punto di partenza. Quindi esorto tutti a spogliarsi di ciò che ci inculcano da ragazzine e di vivere la vita con una grande libertà: perché l’espressione è l’unica cosa che ci differenzia dagli animali”. E a chi vorrebbe intraprendere la sua stessa carriera, Cori Amenta ha consigliato: “C’è bisogno di un grande amore, è un lavoro che dà soddisfazioni solo a lunga distanza. E’ un cammino  in cui bisogna credere e dunque da intraprendere senza mollare mai oppure non ha senso neanche cominciarlo”.

Fari puntati, stamattina, anche sull’omicidio stradale. Far comprendere ai giovani l’importanza del rispetto delle regole, promuovere una cultura della legalità ed evitare che i ragazzi assumano comportamenti pericolosi, causa principale degli incidenti, soltanto alcuni degli obiettivi dell’incontro con il personale della Polizia stradale che ha spiegato ai giovani di Volalibro come tra queste condotte ci sia per esempio “l’assunzione di sostanze alcoliche o stupefacenti, una guida particolarmente pericolosa in prossimità delle strisce pedonali, il passaggio con il semaforo rosso o il superamento della striscia continua”.

E poi, ancora, largo al teatro con “Oltre Omero”, il racconto della guerra di Troia attraverso gli occhi di Elena. Con Aurora Miriam Scala, actor coach Carmela Buffa Calleo: in scena uno spettacolo che mette insieme diversi autori.

Tanti, come ogni giorno, anche i laboratori: come quello creativo di pittura e scultura a cura dei docenti Cataneo, Cirinnà e Vendetti del liceo artistico Matteo Raeli di Noto, che ha avuto l’obiettivo di sviluppare sensibilità verso questo settore per far comprendere il valore culturale, sociale ed economico dell’arte e del patrimonio artistico che l’Italia ha e continua a produrre.

Grande partecipazione anche al laboratorio a cura di Mario Giuffrida  “Il gran buffet delle storie”: in un contesto di gioco e apprendimento, il professor Talentus, attraverso narrazioni appetitose, tratte dal vasto repertorio della letteratura “gastronomica”, giochi e impasti letterari, ha offerto ai partecipanti la possibilità di  condividere occasioni di  gioco e di  esperienza, intorno ai libri,  alle parole, ai saperi e ai sapori.

Storie  di  animali  ed  altro … i    5   Lionni”, invece, il laboratorio  a  cura di Vincenzo Spadaro: l’opera di  animazione di Leo Lionni ha un valore inestimabile, sia per la qualità dei testi  e dei disegni sia per  i temi trattati. Attraverso la visione dei suoi corti e il gioco musicale i giovani hanno scoperto i personaggi  dell’artista futurista che, con assoluta semplicità e delicatezza,  permettono    di   riflettere sul   tema  della  diversità.