I riflettori si accendono, e loro, con quella faccia pulita, con quella trasparenza e con la spensieratezza che caratterizza la loro età, hanno scelto di portare avanti un capitolo sulla tematica della violenza sulle donne: loro sono i ragazzi del clan La Tartaruga del gruppo scout Siracusa 12. Il capitolo all’interno di un clan è uno degli strumenti del metodo della branca RS (branca che abbraccia ragazzi dai 16 anni ai 21 anni), uno strumento molto importante poiché i ragazzi hanno la possibilità, oltre a confrontarsi, di poter osservare, giudicare e agire sulla tematica da loro scelta, un momento della vita di clan fortemente caratterizzato dalla crescita sia personale che comunitaria senza tralasciare il grandissimo contributo e la grandissima traccia che lasciano i ragazzi all’interno del loro territorio.

Così, nel salone parrocchiale Santa Maria della Consolazione a Belvedere, i ragazzi del clan La Tartaruga del gruppo scout Siracusa 12 hanno dato voce al lavoro svolto sulla tematica legata al femminicidio e, più in generale, alla violenza sulle donne. Sono stati diversi i momenti salienti, ma quello più caratterizzante, di sicuro, è stato  quello della proiezione del cortometraggio Per mano di un uomo scritto, diretto e prodotto dagli stessi ragazzi, i quali si sono messi in gioco nelle vesti di attori, riscuotendo grandissimo apprezzamento dalla sala piena di pubblico. Il cortometraggio racconta due storie parallele di violenza sulle donne: una che al silenzio preferisce parlare e trova, così, il coraggio di denunciare, l’altra, invece, che, dopo aver subìto la violenza, si chiude in se stessa, non reagisce, si isola, diventa fragile e, alla fine, si toglie la vita. Un messaggio chiaro, forte ed inequivocabile che il clan del gruppo scout Siracusa 12 ha voluto lanciare alla società e che è stato molto apprezzato dal pubblico presente in sala.

L’incontro ha visto la presenza in sala di alcune rappresentanti della rete centri antiviolenza e antistalking, fra cui Loredana Battaglia, in rappresentanza della famiglia Ardita, che ha parlato del grave fatto di sangue costato la vita alla giovane infermiera Eligia Ardita e a Giulia, la creatura che portava in grembo. Il clan La Tartaruga ha lanciato anche l’ hashtag #uncapitolocontrolaviolenza affinché attraverso i social network si possa avere quanto più possibile un passaparola fine a sensibilizzare e a far conoscere il lavoro prodotto. Questi giovani ragazzi, con quei pantaloncini corti e la camicia color azzurro cielo hanno dato un grandissimo esempio di maturità e di sensibilità che fa ben sperare in un futuro migliore ed in una società più sana e meno violenta, dove questi ragazzi si ritroveranno ad essere dei buoni cittadini di un domani.

Facebook: Clan La Tartaruga Siracusa 12 : in viaggio verso il nostro sogno

Youtube: Per mano di un uomo