La cucina come espressione profonda della cultura di una comunità, come frutto della sua storia e delle sue radici: questo il tema dell’incontro Cucina e cibi tradizionali: aspetti gastronomici, antropologici e allusioni in cucina organizzato da Italia Nostra – Sezione Melilli, in collaborazione con l’associazione provinciale Cuochi Aretusei, nella saletta dell’Eco-museo Monti Climiti.

Alberto Limoli, socio IN della sezione di Melilli, ha aperto l’appuntamento dando prova delle allusioni e dei simboli nella letteratura culinaria dal momento che la cucina mette in evidenza il nesso tra bisogno e desiderio e, quindi, quello tra soddisfazione e godimento.

La cucina racconta chi siamo, riscopre le nostre radici, si evolve con noi – ha affermato Sebastiano Bafumi, dell’associazione provinciale Cuochi Aretusei, che è intervenuto con una lezione sul rapporto tra civiltà della tavola e stili di vita, usi e costumi, consuetudini e cristallizzazioni lessicali –. Essa è forma espressiva dell’ambiente che ci circonda, insieme al paesaggio, all’arte, a tutto ciò che crea partecipazione. È cultura attiva, frutto della tradizione e dell’innovazione e, per questo, da salvaguardare e da tramandare”.

La salvaguardia dei sapori tradizionali diventa un elemento essenziale per la difesa non solo della civiltà della tavola, ma dell’identità stessa di una comunità: a corroborare questa tesi Sebastiano Bafumi, assieme a Syria Brombara, Alessia Fiorentino, Denise Bonifacio, allieve dell’associazione, ha preparato – grazie a una cucina a induzione portatile – la caponata secondo l’antica ricetta melillese. Il momento della degustazione ha consentito ai partecipanti di sperimentare come il cibo sia sempre occasione di condivisione.