Si inaugurerà domani, venerdì 12 maggio alle 19, alla Fototeca Siracusana, la personale fotografica di Luca Dimartino. La mostra, a cura di Salvatore Zito, sarà presentata da Salvo Sequenzia.

Venti immagini di piccolo formato che rimandano con decisione di stile a un non-tempo in cui aleggiano sensazioni e sentimenti di cui è pervasa la terra siciliana.

Moderne fotografie di un passato-presente, capaci di narrare ciò che non esiste più, ma che è possibile ritrovare attraverso le invisibili strade della poesia e delle emozioni.

Se la fotografia può essere poesia, ovvero può trascendere dal suo primario ruolo di mera registrazione, quella di Luca Dimartino lo è senz’altro.

Fotografo di mestiere e poeta per elezione, Luca Dimartino ci conduce attraverso queste strade, fuori dai percorsi convenzionali, scrivendo con la luce le sue visioni e con la penna i suoi versi.

Piccole fotografie, creature, nate tra le mani dell’autore secondo i canoni della liturgia più antica e classica della fotografia, ovvero la liturgia della chambre noir, secondo cui era lo stesso fotografo che preparava i suoi materiali sensibili, magiche poltiglie chimiche sensibili alla luce che spalmava, sotto una fievole luce rossa, sui materiali più diversi, come la carta, il vetro, la ceramica e persino il ferro. Manualità e fede, sensibilità chimica e personale.

Piccole fotografie di scarne realtà, di poveri soggetti a cui Dimartino restituisce dignità e virtù inserendoli a pieno ruolo nella cultura della tradizione e dell’identità, vestendoli di nuovo, con le fluide e delicate colorazioni aggiunte, di richiamo alla cultura fotografica giapponese del XIX secolo, ma non per imitare, bensì per regalare a sé stesso una visione o un sogno, tangibile, presente e vivo, e a noi la poesia che ne proviene.

Una mostra di fotografia dai caratteri delicati, un susseguirsi di visioni leggere che accarezzano lo spettatore durante il racconto di un pezzo di Sicilia.

Luca Dimartino, un “uomo delle stelle”, tra uomini dalla memoria corta.

L’ingresso è libero.