L’associazione Amici Casa del Libro Rosario Mascali e la storica libreria Mascali organizzano la rassegna letteraria Je suis au Jardin dedicata come ogni anno ad autori nazionali di spicco. La rassegna è stata accolta generosamente in una casa privata storica di Ortigia, in via Nizza 28.

Gli ospiti di quest’anno sono Achille Mauri, Luciana Castellina e Stefania Bertola.
Mercoledì 7 giugno alle 19 Maria Longo converserà con Stefania Bertola sul suo ultimo romanzo Ragione e Sentimento” Einaudi e l’attore Michele Di Mauro leggerà dei brani tratti dall’opera. Sabato 10 giugno alle 19 mentre Lucrezia Reichlin dialogherà con Achille Mauri sul libro Anime e Acciughe Bollati Boringhieri e Mauro Cappello, giovane attore dell’Inda, leggerà qualche pagina. Mercoledì 14 alle 19, infine, Umberto Di Giovanni e Chiara Di Guardo converseranno con Luciana Castellina sui destini dell’Europa a partire dal libro Manuale antiretorico dell’Unione Europea Manifesto Libri.
Moderatore Corrado V. Giuliano.
Stefania Bertola Ragione e sentimento Einaudi 2017.

Proprio come nel Surrey a fine Settecento, anche a Torino nel 2014 un padre muore all’improvviso lasciando la moglie e tre figlie decisamente nei guai. Ed eccole li, Maria Cristina, Eleonora, Marianna, Margherita: da un giorno all’altro accerchiate dalla vita vera e in balia di molte forze. Anzi, soprattutto di due. La ragione e il sentimento. Una totale, effervescente, liberissima riscrittura da Jane Austen.

Stefania Bertola è una scrittrice ironica e brillante, ama scrivere storie corali, al femminile, in ambienti che conosce bene e nei quali si muove con naturalezza; ha deciso di celebrare il bicentenario della morte di Jane Austen riscrivendo e reinterpretando un grande classico della scrittrice inglese, Ragione e sentimento.

La Bertola «riesce, con una scrittura piacevole e molto contemporanea, a restituirci un po’ del clima del romanzo di Jane Austen» (Michela Murgia a «Quante Storie», Rai 3): Eleonora, Marianna e Margherita vivono a Torino, devono rielaborare il lutto della morte del padre ma anche, insieme alla madre, riorganizzare la loro vita il cui benessere non è più garantito. Eleonora è pratica, razionale, Marianna legge e sogna amori assoluti, la più piccola delle sorelle sembra vivere in un mondo tutto suo, in cui gli altri non riescono a penetrare.

Il tema che emerge è quello del rapporto, a volte dilaniante, fra ragione e sentimento, fra principio di realtà e sogno romantico. Il richiamo all’opera di Jane Austen è inevitabile e voluto; non è il Surrey del Settecento ma la Torino contemporanea, non ci sono balli e merletti ma macchine, piscine, vestiti firmati. Il dilemma però è lo stesso, attraversa i secoli: bisogna affidarsi nella vita al lume della ragione o al fuoco del sentimento, lasciarsi guidare dal buon senso o coltivare i propri sogni? Quanto bisogna sacrificare di se stessi patteggiando con la realtà?

Achille Mauri  Anime e acciughe. L’aldilà come non l’avreste mai immaginato Bollati Boringhieri 2017.

Ma che storia è? Cosa c’entrano le anime con le acciughe? Anzi, come vedremo, con un intero banco di acciughe? C’entrano, perché siamo nell’aldilà. Come non l’avreste mai immaginato, dove tutto è all’insegna della leggerezza. Infatti si chiama aldiquà. C’è Achille… che si sveglia poche ore dopo essere mancato nella sua casa milanese di via Cusani, e comincia subito a dialogare con un trapassato illustre, il maresciallo Radetzky, già inquilino dello stesso palazzo ai bei (per lui) tempi dell’occupazione austriaca… La conversazione continua con le più disparate anime che vagano nei dintorni, e in parecchi altri luoghi, vicini e lontani, in una sfera ultraterrena ma attaccatissima a quella terrena, che il trapassato, giustamente, dalla sua postazione, ribattezza «aldiquà». L’anima di Achille si è trasferita nel garage di piazza San Marco, nella Porsche di amici di uno dei suoi figli, dove da tempo dimora anche il suo gatto Ely. Da qui in poi gli incontri, le storie, e i dialoghi si fanno sempre più fitti… e, ovviamente, surreali. E di storie da raccontare ne hanno tante non solo Umberto Eco o Elio Fiorucci o il maresciallo Radetzky, ma anche altre anime, indicate con il solo nome di battesimo, Marco, Lucrezia… Ma niente paura, il tono degli scambi è in buona parte ironico, spesso comico, addirittura esilarante: si sorride, si ride, e ci si augura francamente che l’«aldiquà» sia davvero così spassoso, così rassicurante, così vario, e i suoi misteri così poco misteriosi. E molto spazio nella storia hanno anche gli animali, che svolazzano a loro volta nell’«aldiquà», dotati di anima. Comprese le acciughe, che nuotano in enormi banchi e che diventano mezzo di trasporto e guida delle altre anime, quelle degli esseri umani.

Achille Mauri dialoga da sempre con intellettuali, artisti, sciamani, campioni di sport, gauchos argentini, immigrati, stilisti: viaggiando instancabile nello spazio, da Milano a Parigi, a New York, al Dahomey, al Sudamerica; e nel tempo, attraverso gli anni che hanno cambiato il mondo, dal ‘68 agli sbarchi disperati; avventurandosi in ogni campo del sapere, dall’animismo all’animalismo, allo spiritismo, sempre con la leggerezza e l’umanità che distinguono il suo romanzo e l’aldilà che propone al lettore. È presidente di Messaggerie Italiane, della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri, e dell’Associazione Fabio Mauri per l’Arte L’Esperimento del Mondo. Anime e acciughe è il suo primo romanzo.

Luciana Castellina, Manuale antiretorico della Unione Europea Manifesto Libri 2016.

Protagonista da sempre della politica europea e delle battaglie europeiste, Luciana Castellina, una delle esponenti più acute ed eterodosse della sinistra italiana, ripercorre in questo libro sessant’anni di storia dell’Unione Europea, e sottolinea la necessità di rilanciare il progetto dell’Unione superando le scelte sbagliate e antidemocratiche con le quali Bruxelles ha risposto alla crisi e ai flussi migratori. Quanti sanno che i federalisti ispirati dai padri del Manifesto di Ventotene quando, al teatro Adriano di Roma, nel marzo del 1957, venne celebrata con tutte le autorità la nascita della Comunità Europea, oggi diventata Unione, dal loggione gettarono volantini di protesta per dire che la neonata era un mostriciattolo? Quasi 60 anni di questa storia sono stati coperti da una narrazione spudoratamente retorica. Questo libro racconta le tantissime verità occultate: dai primi vagiti dell’europeismo ufficiale alla cosi detta «legislazione d’emergenza» (espedienti e sotterfugi privi di qualsiasi legittimazione democratica) dei nostri giorni. E, ciononostante, abbandonare il progetto – scrive l’autrice – significherebbe annegare nell’oceano globale, perdendo ogni speranza di recuperare un controllo politico democratico sul nostro futuro.

Luciana Castellina politica, scrittrice e giornalista, è stata tra i fondatori del gruppo del Manifesto. Parlamentare per più legislature in Italia e in Europa. Dal 2014 è presidente onorario dell’Arci. Tra i suoi ultimi libri La scoperta del mondo (2011, finalista al Premio Strega), Siberiana (2012), Guardati dalla mia fame (scritto con Milena Agus, 2014), tutti editi da Nottetempo.