Il Laboratorio Orchestra Aperta del IIIX istituto comprensivo Archimede, ha deciso quest’anno di volgere lo sguardo su un repertorio di musiche che potesse sviluppare negli alunni la conoscenza delle proprie radici attraverso lo studio delle espressioni musicali dei popoli che hanno fatto la storia del nostro territorio; il Mediterraneo.

La necessità della conoscenza come sostegno del proprio spirito di ricerca e di arricchimento culturale, ci ha spinti a ricreare assieme ai ragazzi le condizioni affinché ancora una volta le tradizioni dei popoli abbiano il loro posto di riguardo all’interno di una più ampia visione di tutto ciò che è arte e soprattutto scambio culturale – spiega Claudio Giglio, musicista e docente di Musica del XIII istituto -. Anche le onde sonore migrano da un paese all’altro come uccelli migratori. Le tradizioni musicali dei popoli si contaminano a vicenda lasciando tracce indelebili sui territori su cui si posano, creando a sua volta nuovi linguaggi espressivi e stili compositivi, diventando simboli di coesione, di coabitazione e collaborazione, in un clima di geniale e fruttuosa convivenza“.

I diversi elementi melodici, ritmici e armonici danno vita a nuove forme che racchiudono storie umane di culture diverse ed espressioni artistiche che si fondono insieme come in un abbraccio verso nuove poetiche musicali. Come nella musica e nell’arte in generale, anche nella società la partita andrebbe sempre giocata nella capacità di includere e non di escludere. Per questo i sistemi educativi devono educare a valori intrinseci quali la comunicazione, la cooperazione, l’interdipendenza e ai diritti dell’uomo per affrontare la complessità dell’attuale realtà planetaria nel segno di una maggiore coesione sociale.

E’ il concetto stesso di migrazione a sottendere l’idea di viaggio, che comporta abbandonare alcune certezze, alcuni territori della propria coscienza per sperimentarne altri e conseguire una maggiore conoscenza. “D’altronde la Sicilia con la sua storia millenaria, esemplare fucina di etnie e culture del Mediterraneo, che in essa si sono fuse ed arricchite di continuo, può davvero essere considerata la metafora di un prossimo futuro, e quale attività umana meglio della Musica può esprimere un esplorazione nella contaminazione fra culture diverse?” conclude Giglio.