Sarà presentato domani, mercoledì 31 maggio alle 18, alla Mediterranea Art Gallery di via Dione a Siracusa, l’ultimo romanzo di Raimondo Raimondi dal titolo La cattiveria del silenzio, per i tipi delle Edizioni Il Foglio di Gordiano Lupi. Interverrà il prefatore, Davide C. Crimi, Paolo Greco fornirà un contributo musicale e alcuni brani saranno letti da Rosetta Barcio e Lalla Bruschi.

È una storia dura, condotta in prima persona dal protagonista, uomo solitario e schivo capace di intenzioni delittuose; nel suo passato una lunga storia che il lettore conoscerà pian piano attraverso una serie di flash back. L’incontro con Italia, giovane donna che non lo sfugge ma, anzi, costituisce per lui un’ancora di attracco, cambierà la sua vita fino ad una tragica conclusione. Lungo la tormentata narrazione compaiono memorie e personaggi: il notaio Adelmo Lo Monte, il monaco padre Pellegrino, lo psichiatra Mogherini, la ragazzina islamista Zora, la fattucchiera rom Josipa, il vecchio mezzadro don Totò. E, nel cammino delle pagine, considerazioni sulla vita e sulla solitudine di questo mondo contemporaneo, nel quale pare non ci si possa rapportare con i propri simili.

Va in scena l’eterna lotta tra il bene e il male nel silenzio delle coscienze perché – come dice il poeta spagnolo Javier Vicedo Alós – “si nasce senza parole e con tutte le parole distrutte ce ne andiamo”.

Sulla copertina del romanzo La cattiveria del silenzio è riprodotto un particolare dell’opera del noto pittore gelese Giovanni Iudice dal titolo Nudo e divano blu, del 2004. Iudice è autore anche di un grande dipinto emblematico esposto alla Biennale di Venezia dal titolo L’umanità, molto apprezzato da Vittorio Sgarbi. L’artista, a detta di taluni critici, potrebbe essere considerato l’erede di una scuola realista, che proprio in Sicilia ha avuto una tradizione alta e ininterrotta.

La prefazione del romanzo è affidata alla penna di Davide C. Crimi che, tra l’altro, scrive: La cattiveria del silenzio è un romanzo lunare, che riluce di una carnalità psichica in cui s’annidano importanti considerazioni sulla contemporaneità, suggerite per suggestioni ancor più che comunicate razionalmente. Ecco la ragione dell’aggettivo “lunare”, che aderisce per emulsione alla lama metallica della narrazione, lasciando trasparire la sensibilità dell’autore e la sua salda esperienza di critico d’arte. La modernità del racconto traspare immediatamente quando, all’inizio della narrazione, il protagonista accenna con voluta apparente distrazione ai “programmi cui notte e giorno avevo assistito passivamente” e “alla scelta del nulla”.

L’autore, Raimondo Raimondi, è nato a Caltanissetta, ma vive da molti anni a Siracusa. Giornalista pubblicista, si occupa di letteratura e di critica d’arte. È direttore responsabile della testata giornalistica Dioramaonline. Ha pubblicato libri di poesia, narrativa e saggistica ed ha, inoltre, curato l’edizione di numerosi cataloghi d’arte. Alcuni titoli: per la narrativa Magica la laguna (1996), Cuore del vuoto (1998), Un filo di luna (2009), L’undicesima (2014); per la saggistica Il filo illogico (1999), L’abbecedario delle arcane stelle (2000), Stirpe d’artisti (2002), La mitica Ortigia e i siti minori (2004), La carta papiro (2010), Arte & Arte (2015), L’intima essenza delle cose (2015), Migrazioni (2016).