Domani, sabato 10 giugno, al centro visite della Riserva Naturale delle Saline di Priolo gestita dalla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) Fabio Messina presenterà, alle 17,30, A Sicilia c’arricria, il suo nuovo libro di poesie in dialetto e saggi sul patrimonio siciliano, arricchito delle illustrazioni di Guglielmo Manenti, edito da ENJOY di Ragusa.

Seconda tappa di una tournée in giro per la Sicilia, nell’insolito scenario di una riserva naturale, quella a due passi dalla città natale dell’autore, questa presentazione si tiene in uno dei tanti bellissimi luoghi citati nel libro, una delle tante incantevoli saline patrimonio della Sicilia.

Quella di Priolo, a maggior ragione, rappresenta un simbolo di rinascita per una zona molto industrializzata, visto che miriadi di splendidi uccelli migratori vi svernano nonostante le vicine ciminiere, dando lustro alla forza della vita e della natura stessa.

La presentazione si concluderà visitando la salina stessa ove l’autore reciterà alcune poesie e gli addetti della Riserva accompagneranno l’osservazione dei fenicotteri rosa dagli appositi capanni.

L’idea di questo libro matura nell’autore, folle amante della Sicilia, mossa dalla voglia e dall’ambizione difficile di sintetizzare la grande bellezza di cui splende la nostra isola, meraviglia del mondo intero e capace di far godere del suo vastissimo patrimonio materiale ed immateriale.

Patrimonio da lasciare in eredità ai bambini siciliani ai quali è dedicato il libro e ai turisti che continueranno speriamo a venire qui ad ammirare, vivere, assaggiare, condividere le bellezze della nostra Sicilia.

Usando il modello di un suo libro edito già da alcuni anni e di buon successo, Sicilia bedda matri, facente parte della stessa collana, l’autore ha creato quest’opera che già nel titolo racchiude la sua missione; ovvero raccontare, mostrare e condividere cose, aspetti, luoghi, personaggi e altro che della Sicilia creano godimento, letterale traduzione del termine dialettale “arricriu”.

Una sorta di paniere ove ha riposto il suddetto tesoro da tramandare in eredità e vi ha messo personaggi, luoghi, concetti, cibo, frutti, storia, arte, tradizione, folklore, religiosità; e anche tentativi di analisi sociologiche ed etnoantropologiche, spesso prendendo spunto da grandi scrittori come Pirandello, Sciascia e Camilleri, da registi come Tornatore, da poeti come Buttitta, da governanti come re Federico II e persino da santi come Agata e Rosalia.

Questo libro è strutturato su tre piani comunicativi ed espressivi: le poesie in dialetto siciliano, lingua madre e “musica” di questa terra anche per orecchie forestiere; a ciascuna di queste è associata una illustrazione realizzata da Guglielmo Manenti, che si aggancia alla poesia come immagine viva di essa; sempre a ciascuna, è associata una traduzione in lingua italiana e un saggio che tratta il tema della stessa.

La traduzione apre il libro per esser “gustato”, come un vero e proprio prodotto tipico siciliano artigianale, anche ai viaggiatori che visitano la Sicilia.

Interessante l’inserimento tra i capitoli, di alcune delizie culinarie siciliane come arancini, cannoli, granita, ficodindia e grani antichi siciliani, per le quali l’autore si è avvalso della preziosa collaborazione di esperti del settore.

Un libro che nasce per esaltare il bello della Sicilia, quel bello che va oltre il bene e il male della nostra Isola e che ambisce a far vedere i problemi dal punto di vista delle soluzioni.