Al centro sociale Grottasanta, la compagnia teatrale Incontriamoci, ha presentato la commedia dialettale Mugghieri ricca maritu parra picca. Oltre al folto pubblico che segue sempre il presidente Salvatore Zeferino in questi eventi, anche il vice sindaco Francesco Italia, il vice presidente del consiglio comunale Giuseppe Impallomeni e l’assessore alle Politiche sociali Giovanni Sallicano.

Madrina della serata la nota e blasonata scrittrice Melinda Miceli, critico d’arte, nominata per tre anni di fila dal 2015 al 2017, donna siciliana dell’anno per la scrittura, per la letteratura e il 2 luglio prossimo per la critica letteraria e artistica. Poliedrica figura femminile d’intellettuale, che ha al suo curriculum 2 lauree honoris causa e almeno 9 premi nazionali tra i più importanti, vinti per le sue 15 ricercate pubblicazioni di saggistica e per il romanzo Primadonna in Sicilia, definito dalla critica di stendhaliana eleganza. Così ha riferito la scrittrice Melinda Miceli  sulla commedia: Oltre la rilevanza sociale dell’evento, oltre l’esigenza d’incontrarsi, oltre lo scambio e la sincrasia avvenuta tra le 2 associazioni Incontriamoci e il centro sociale Grottasanta, mi appare imperativo dare merito all’impegno della compagnia teatrale e alla regista Anna Miraglia per la sceneggiatura di questa piece di matrice neorealista che mescola il comico a un’introspettiva morale sociale drammatica con effetti esilaranti e grotteschi.  In 2 atti abbiamo ammirato un affresco di sicilianità dove il dialetto siciliano traduce e decifra la quotidianità di una situazione familiare capovolta. La donna dominante, accentratrice e bisbetica schiaccia una figura di marito conciliante, ossequioso e sofferente. Chi sposa il denaro, prende cattiva moglie; la papessa riduce il marito a suo fac totum e nulla può decidere sia su se stesso che sulle figlie. Il classico ribaltamento finale dei ruoli si ha quando il padre del marito vince al lotto con una schedina da 2 milioni di euro, superando nettamente il patrimonio della moglie. Finalmente potrebbe comandare ed essere rispettato e chiamato papà o col suo nome anche dal genero e così avviene. Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono diceva Honoré de Balzac. Infatti l’atteggiamento della moglie cambia immediatamente per effetto del suo riflesso narcisistico e del suo amore del denaro in un’ossequiosa moglie quasi schiava del marito, il quale però lasciando tutti a bocca aperta, preferisce interrompere la tradizione del “comando io” in quanto afferma “i soldi di mia moglie non mi hanno mai dato la felicità, il vero privilegio che risiede  solo nell’amore”. Una presa di distacco da chi da sempre compie la scelta materialistica, e amando i soldi crede di amare se stesso. Una vicenda tratta dalla vita comune borghese, che, attraverso un susseguirsi di casi divertenti, si risolve lietamente disincantato, cinico e impietoso e scettico con tonalità sociali grottesche che declinano un invito a prendere in mano la nostra esistenza per arricchirla di tutti quegli aspetti che fanno apprezzare lo spettacolo con l’augurio di portare dentro per sempre il senso etico espresso nei 2 atti. Il gruppo Incontriamoci è riuscito oggi ad avere un grande  bacino di spettatori, contribuendo alla crescita culturale e sociale della comunità, e diffondendo sempre l’amore per il teatro come impegno e dedizione non a caso il riscontro di presenze politiche e mediatiche stasera su questo palcoscenico.”