La Sicilia è donna, come la testa della Gorgone, il simbolo della sua bandiera, e come le tante donne che con grande dignità studiano, lavorano e si impegnano a diffondere una nuova immagine della nostra isola. Questo il presupposto su cui si basa l’ormai rinomato Premio Donna Siciliana, che ha visto fra le sue trionfatrici l’eclettica scrittrice Melinda Miceli, giornalista, scrittrice, critica d’arte, e l’unica ad aver ricevuto, per tre anni consecutivi, il riconoscimento, per le sue diverse e poliedriche attività letterarie riconosciute con successo in Italia e all’estero.

L’evento si è tenuto il 2 luglio alle 20,30 all’anfiteatro comunale Falcone Borsellino di Zafferana con la regia di Carla Basile e la presentazione del patron Antonio Omero.

Melinda Miceli fu scelta nel 2015 al Premio Donna Siciliana per la per la scrittura e l’arte, quindi l’anno successivo per la letteratura grazie al suo romanzo Primadonna in Sicilia, Stella d’Oriente”, che esalta in maniera mirabile i luoghi della nostra terra, suggerendo eticamente la contestazione del materialismo epicureo, la conoscenza del trascendentale, l’amore eterno, il superamento dell’immobilismo proprio della Sicilia.

La scorsa domenica, 2 luglio, le è stato conferito, per il terzo anno consecutivo, il Premio Donna Siciliana per la sua professionale attività di critico letterario e artistico a favore della Sicilia. Un record finora inedito per una scrittrice che come afferma il patron Antonio Omeromerita ogni successo in quanto da visibilità al territorio e il suo talento lo esalta in simbiosi alla mirabile arte di promozione culturale profonda espressa con un lessico nobile e variegato come raramente si riscontra oggi”.

Il tris del premio a livello regionale che la consacra icona della scrittura colta si accosta agli altri premi prestigiosi accumulati negli anni dalla versatile artista siracusana, che da sempre si spende in prima persona per la promozione del proprio territorio. Il suo estro creativo, la sua forte sensibilità, il suo profondo senso di radicamento alla propria Terra si esprimono nei suoi saggi turistici che puntano alla costruzione di una grandiosa identità del territorio e alla sua proiezione all’esterno, lanciando un messaggio di bellezza, originalità e moralità ormai desuete. L’intento della Miceli è quello di divulgare e tramandare alle nuove generazioni il patrimonio artistico della nostra terra, elaborando opere non convenzionali, ma ricercate nei particolari ed al contempo rese fruibili a tutti tramite le versioni inglesi. Da questa necessità nasce l’invenzione originale delle guide turistiche da intenditore, alla scoperta del significato misterico, esoterico e più recondito della Terra siciliana.

L’Arte deve educare al bello per condurre alla salvezza dei valori morali ormai diventati per molti aspetti anacronistici in una società come quella contemporanea – ha affermato Melinda Miceli dopo aver ricevuto il premio -. Quasi una scienza o, un genere letterario, sebbene il critico ricorra ad argomentazioni astruse e si avvalga di un ‛linguaggio speciale’ in cui abbondano nomenclature specialistiche per la maggior parte del pubblico, ermetiche, adempie ad una funzione di mediazione fra arte e società, costruisce quel ponte tra gli artisti e il pubblico, cioè tra i produttori e i fruitori dei valori artistici, per rendere l’Arte accessibile a tutta la società, senza distinzioni di classi. La “necessità” della critica dopo il secolo dell’Illuminismo, oggi dipende dalla rottura del rapporto che collegava la funzione dell’arte alle altre attività sociali; se nel passato l’arte era il modello della produzione economica e le sue tecniche rientravano nella struttura tecnica dell’artigianato, questa simbiosi ebbe fine la rivoluzione industriale per la nascita di tecnologie diverse che comportano una nuova organizzazione economica e sociale e il mutamento radicale della morfologia degli oggetti e dello stesso habitat fisico. Sorse così il problema della relazione tra l’arte, come attività in cui la funzione estetica è dominante e le altre attività cosiddette ‛normali’ della società, che motiva come indispensabile la figura del critico a sostegno della sopravvivenza dell’arte stessa. Pertanto in qualità di critico d’arte e letterario mi avvicino e spesso mi associo agli artisti, partecipo e collaboro alla definizione dei loro programmi e, mentre li sostengo a filtrare ed esporre le loro tecniche e filosofie poetiche, li stimolo a condurre la loro espressività al massimo livello formale”.

Un 2017 pregno di soddisfazioni quello della scrittrice. Alla quale è stato conferito lo scorso febbraio il prestigioso Premio Cultura Sicilia 2017 per la sua intensa attività culturale di promozione del territorio attraverso i suoi 17 rinomati saggi e il romanzo colto Primadonna in Sicilia ricco di simbologie esoteriche che onora il filone letterario della romanistica attuale. Reduce dal premio letterario nazionale città di Acireale, a settembre la nostra autrice è attesa a Sarno città Festival dove riceverà l’ambitissimo “Premio Nazionale Popolarità “sezione Speciale “Ippogrifo d’Oro 2017” con la seguente motivazione: “Scrittrice standhaliana pluripremiata per la sua poliedrica attività di saggista, critico d’arte, giornalista e insegnate delle belle arti di Sicilia, altresì per il suo impegno nel sociale”. E non finisce qui.

Scrittrice, saggista, pubblicista, critico d’arte, 2 lauree honoris causa di Cantherbury, 8 prestigiosissimi premi letterari di livello nazionale, 15 pubblicazioni didattiche, da intenditore, esoteriche e raffinatissime, riconosciute universalmente nel mondo dell’editoria, Melinda Miceli è oggi una delle icone e dei pilastri su cui si basa la cultura siciliana dei nostri giorni. La donna Siciliana dell’anno per antonomasia nel campo della scrittura che ha saputo valorizzare anche gli aspetti più misteriosi e nascosti “ ” come definisce Melinda la Sicilia.