Tutto pronto per l’ultima replica di Carmen prevista per sabato 5 agosto alle 20,30 nello splendido scenario del castello Maniace di Ortigia. Dopo il grande successo inaugurale del Mythos Opera Festival, che ha portato in scena nella piazza D’Armi del castello il capolavoro francese di Georges Bizet, torna sul grandissimo palco allestito per l’occasione la vicenda della zingara più famosa della storia del melodramma. Un palco eccezionale per imponenza e suggestione, ingredienti che rendono questo allestimento un evento eccezionale.

La regia innovativa di Enrico Stinchelli punta sulla valorizzazione dei costumi che sono stati eccezionalmente creati dall’artista Lele Luzzati del quale proprio quest’anno ricorrono i 10 anni dalla scomparsa. Un evento nell’evento quello voluto anche fortemente dalla fondazione Cerratelli di Pisa (celebre fondazione premio Oscar per i costumi di Romeo e Giulietta presieduta ad honorem da Franco Zeffirelli), che ha fornito i costumi. Costumi unici che risaltano per fattura e colori, proprio nello stile di Luzzati che rende l’opera lirica come una visione onirica e fumettistica. Essendo stato uno dei più celebri illustratori italiani, Luzzati porta la sua firma nell’opera lirica costruendo un mondo concentrato sui colori forti per concludere con  un magnifico costume nero nel finale del quarto atto per la protagonista  a simboleggiare proprio come con la morte ci sia  l’assenza di colore stesso. Già solo la visione dal vivo di questo allestimento vale il prezzo del biglietto, una vera e propria mostra espositiva che prende vita sulle note immortali del genio di Bizet.

Recensione
Carmen Opéra – comique in quattro atti – libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, dalla novella omonima di Prosper Mérimée – musica di Georges Bizet
Direttore Mirco Roverelli – regia e scene Enrico Stinchelli – costumi Fondazione Cerratelli – aiuto regia Massimo Tuccitto.

Personaggi e interpreti
Don José: Roberto Cresca
Escamillo: Sergej Murtazin
Le Dancaïre: Riccardo Palazzo
Le Remendado: Antonio Pannunzio
Moralès: Graziano D’Urso
Zuniga: Igor Cerniy
Carmen: Federica Carnevale
Micaëla: Elena Bakanova
Frasquita: Marzia Catania
Mercédès: Sabrina Messina

Orchestra Filarmonica di Catania e Coro Lirico Siciliano – maestro del coro Francesco Costa

Coro di voci bianche De Cicco diretto da Maria Carmela De Cicco. Ballerini corpi di ballo Taormina Danza. Nuovo allestimento del Mythos Opera Festival. Durata dello spettacolo: 3 ore e 45 minuti.

Enrico Stinchelli pone l’accento su una drammaturgia tutta giocata sui conflitti primari, mostrando la gitana come personaggio spregiudicato ma nobile nei comportamenti, in perenne e ossessiva ricerca di una libera dimensione interiore.  Carmen è una zingara, dal temperamento passionale come il rosso sangue evocato dal suo stesso nome, che nella Siviglia del 1830 ammalia e lega a sé il soldato don Josè, portandolo persino ad abiurare la sua identità ed a seguirla ciecamente come fuorilegge.

Ma il loro è un destino tragico: lei, la “maga”, “selvaggia” e “senza legge” come l’amore che professa nei versi «si tu ne m’aimes pas, je t’aime/ si je t’aimes prends garde à toi», unisce in sé i contrari, basta a se stessa e presto rifiuta l’intersoggettività del rapporto amoroso, la sua è una vitalità tutta tesa alla morte: tradito, dopo aver tentato con inutili suppliche di riportarla a sé, don Josè la ucciderà.

Ottima l’interpretazione dell’intenso tenore Roberto Cresca, interprete di don Josè, dal fraseggio forte e passionale, caldo e vibrante con una ottima presenza scenica perfettamente in simbiosi con il ruolo ricoperto. Anche il mezzosoprano Federica Carnevale appare musicalmente e teatralmente a perfetto agio nella parte, capace di trascinare nella malia di famose romanze come Habanera l’intero pubblico. Non da meno il soprano Elena Bakanova nei panni di una dolce e introversa Micaëla e Sergey Murtazin, un Escamillo schietto e ardito, pieno di sé.

Roverelli non ha tradito le aspettative quale assistente del grande Pappano, dando prova di uno smagliante virtuosismo direttoriale: emergono a pieno lo stile drammatico e giocoso dell’opera, l’euforia ritmica, l’arte decorativa e le possenti livide irruzioni della tragicità con cui infine si consumano i destini dei personaggi, fra estremi opposti.

Musicalmente la direzione si attesta su livelli alti anche grazie alla grande dedizione dell’Orchestra e del Coro, quest’ultimo sapientemente preparato da Francesco Costa.

Le scene sono innovative, essenziali e vibranti dei colori quasi un impressionismo di Manet, principale fonte d’ispirazione per Enrico Stinchelli. Questo ventaglio poggiato tra il palco ed il pubblico rappresenta il colore della vita con il riposo ed il passare delle giornate.  Un momento della vita che si dilata nel tempo. Le rose sul palco rappresentano la passione, l’amore, il colore rosso struggente età perfettamente illuminato dal contesto luci. Il castello con i suoi colori ha accompagnato tutta l’opera rappresentando l’arena dove si consuma la vita.

Il Mythos Opera Festival ha voluto dedicare la Carmen alle vittime del femminicidio aderendo alla manifestazione Posto Occupato proprio a testimonianza di quanto l’opera possa essere veicolo attuale di riflessione sotto tutti gli aspetti civili.

Biglietti disponibili sul sito ufficiale del festival e sui circuiti ufficiali, oltre che al botteghino del Castello Maniace di Ortigia.