Si sa che la Fede ha ispirato artisti di vario genere, scultori e pittori, scrittori di prosa e poeti, cantautori e registi televisivi e di teatro. Oltre alle parabole e ai passi più significativi delle Sacre Scritture, anche i miracoli pubblici hanno sempre evocato nei fedeli un interesse artistico tale da sollecitare il bisogno, mistico ma concretissimo, di tramandare l’emozione della testimonianza. Di un miracolo pubblico Siracusa è stata protagonista viva e convinta e attorno alle lacrime del quadro della Madonna di via degli Orti di San Giorgio i siracusani si sono raccolti, hanno pregato, sono stati graziati, hanno reso testimonianza architettonica e religiosa.
A Solarino la Parrocchia Madonna delle Lacrime di quella storia ha fatto una sacra ricostruzione teatrale, sotto la guida sapiente e rigorosa di Salvo Recupero, regista e anima, che con l’aiuto del parroco, don Alessandro Genovese, ha voluto evidenziare il fondamentale ruolo della narrazione nel processo di trasmissione dei ricordi di fatti che hanno segnato per sempre la religiosità aretusea. Il commovente recital, che impegna più di venti attori e molti volontari dietro le quinte, ha avvicinato alla storia del Miracolo le tre compagnie teatrali di Solarino, che, smesse le vesti della commedia farsesca, hanno voluto abbracciare questo progetto, con dedizione e con la consueta passione, sin dalla prima rappresentazione, offerta l’anno scorso agli attenti parrocchiani alla gradita presenza di don Aurelio Russo, rettore della Basilica santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa, che ha chiesto una replica per il 64esimo anniversario di questo prodigio tutto siracusano, che andrà in scena nel sagrato antistante la Cripta del Santuario sabato 26 agosto alle 20.30.
Il testo, nelle parole e nelle ambientazioni, è molto vicino ai fatti storici, raccontati col trasporto del religioso e lo scetticismo del laico, fusi insieme per effetto di quelle gocce di un pianto che inequivocabilmente ci trasmette la consapevolezza di una dimensione ultraterrena che, come le poche immagini in bianco e nero del tempo, la narrazione teatrale riesce a colorare di Mistero e Fede, di passione e speranza.