Con la direzione musicale di Barbara e Chiara Catera e le coreografie di Tatiana e Morena Bonnici, lunedì 11 settembre vedrà la sua prima messa in scena al Teatro Vasquez Multisala Planet di Siracusa, con doppia replica alle 18:30 e alle 21 Life, uno spettacolo dal testo inedito ideato e scritto da Rita Abela. Avrà scopo benefico, destinato alla Rete Centri Antiviolenza di Raffaella Mauceri, diretta da Daniela La Runa, che da 15 anni opera sul territorio locale e regionale offrendo sostegno gratuito, competente e solidale a donne e minori vittime di violenza.
Life – spiega Rita Abela –  nasce dal desiderio di rendere omaggio alla vita, fatta di gioie e dolori, di legami e sensi di vuoto. La vita dell’attore è costituita per sua natura da pieni e vuoti e questo inverno, proprio durante una tournée nelle fredde e innevate province del Veneto e del Piemonte, è nata questa idea. Si parte da uno sport, il pugilato, nel quale ho trovato la giusta metafora della vita: attacco e difesa. Attacco inteso nel senso positivo di aggressione della vita, di stimolo emotivo nell’affrontare la quotidianità e le sfide che essa ci pone costantemente, difesa intesa anche come difesa da sé stessi e dai sentimenti che a volte ci feriscono. Ecco perché questo omaggio alla vita passa attraverso tematiche forti e dolorose, la perdita di un familiare in un incidente d’auto, il bullismo, il razzismo, la violenza di genere, per approdare a sentimenti positivi, primo fra tutti l’amicizia, ed alla sublimazione di valori importanti, fra cui il rispetto della propria e dell’altrui vita“.
Note di approfondimento
TRAMA
David e Jack sono figli di madre ebrea costretta da giovane a prostituirsi e per questo sono oggetto di bullismo condito da offese razziste da parte di un gruppo di ragazzi e ragazze del loro quartiere. Allora Jack, il maggiore, che è un campione di pugilato, per difendere l’onore della sua famiglia sfida gli avversari sul ring, ma il giorno dell’incontro i due fratelli vengono investiti da un ubriaco alla guida e Jack perde la vita. Adesso David deve fare i conti anche con questo dolore, ma per fortuna non è solo: oltre agli amici di sempre, c’è Donna al suo fianco, la ragazza di Jack, che lotta ogni giorno insieme a lui per colmare il profondo senso di vuoto. All’ennesima provocazione tra le due gang rivali scatta una rissa e dopo una carica della polizia, i giovani vengono condannati a sei mesi di lavori socialmente utili presso una casa di cura per anziani.  Non sarà certo facile per loro confrontarsi con le esigenze degli eccentrici ospiti della casa di cura che non mancheranno di stupirli con le loro esilaranti manie e le bizzarre richieste, ma l’essere costretti a collaborare per assolvere i loro doveri, farà emergere delle grandi verità e farà sì che i ragazzi capiscano che l’odio e la cattiveria non sono l’unico modo di reagire alle violenze e a gli abusi subiti crescendo in un quartiere non facile ma anzi, proprio attraverso l’ironia e la leggerezza, saranno  gli anziani, considerati gli ultimi della società, a far scoprire loro il vero senso della vita.
NOTE SUL TESTO E LA REGIA
Life è un omaggio alla vita e alla sublimazione di valori importanti, fra cui il rispetto della propria e dell’altrui vita. Questo approdo felice avviene attraverso un elemento specifico: la vecchiaia, interpretata magistralmente da Alessandro Sparacino, Angelo Abela e Maurizio Battista, i quali non si sono limitati a caratterizzare i personaggi, ma hanno interiorizzato l’anima e le sfumature di un’età che qui non è soltanto intesa come saggezza ma anche come ritorno alla leggerezza, al gioco e ad una profonda ironia ed è proprio l’unione di queste diverse sfaccettature a portare il plot alla conclusione positiva. La messa in scena è semplice, la vicenda si svolge sempre all’aperto proprio nella strada tanto contesa tra le due gang rivali e lo sfondo di questa strada è l’ambiente legato alla casa di riposo per anziani da un lato e un grande albero (simbolo di vita) dall’altro, che si ritaglia il suo spazio e la sua cornice tra il grigiore dei palazzi e gli elementi di una vita metropolitana. A dispetto della regola aristotelica di tempo, i nostri personaggi vivono in scena un periodo di sei mesi, dall’autunno alla primavera, durante i quali avverrà in loro il cambiamento radicale che spazzerà via il metaforico inverno che si portano nel cuore. In questo gli allievi di Barbara e Chiara Catera hanno dato il loro contributo fondamentale: oltre ad essere gli ottimi cantanti che conosciamo, saranno qui attori autentici e veri e mostreranno il loro talento non solo attraverso i brani cantati (alcuni dei quali sono stati ancora una volta riscritti sapientemente da Chiara Catera), ma anche nell’interpretazione dei personaggi che sono stati loro assegnati. Nell’arco delle nostre vite tutti noi trascorriamo spesso momenti di crisi e dolorose fasi di passaggio, durante le quali cerchiamo di riempire il tempo anche di cose inutili pur di non venire assordati dal rumore del silenzio, eppure quel rumore altro non è che una voce dentro di noi, che nello spettacolo torna spesso sotto forma di un malinconico canto monodico, una voce dell’anima, appunto. Per questo tra la coralità, di per sé arricchita dal talentoso corpo di ballo diretto con la maestria di sempre dalle sorelle Bonnici, emerge anche la solitudine dei personaggi, in particolare di Donna, la ragazza di Jack, un’Angela Nobile che conferma di essere ottima interprete riuscendo a rendere gli stati d’animo di malinconia per l’assenza, insieme alla voglia di reagire per amore della vita nel ricordo e nel rispetto di chi non c’è più. Sarebbe bello se il pubblico potesse assistere alle prove, durante le quali, nonostante il caldo di questa torrida estate, la splendida squadra di cantanti, gli amici di Passwork (prezioso valore aggiunto allo spettacolo), gli attori, le coreografe, i ballerini e tutta l’equipe di lavoro, sorelle Catera in primis, sono stati l’esatta trasposizione dell’essenza di questo spettacolo: credere nella vita, amare ciò che si fa, provare entusiasmo, gratitudine e gioia di condivisione. Life si conclude, non a caso, con un gioco e con una nuova consapevolezza: “la vita è imprevedibile e se impariamo ad amarla, ci rivela grandi sorprese”…  ecco il senso di questo spettacolo, che è poi anche il senso di questa compagnia, regalo di cui godo e di cui, sono certa, anche il pubblico godrà.
IL CANTO

In uno spettacolo si cerca sempre di rendere quanto più veritiero possibile tutto ciò che accade in scena, così da far calare lo spettatore all’interno di una storia che deve avere la forza di suscitare emozioni, di far vivere il pathos che un determinato accadimento può generare, come nella vita, anche a teatro. Per ottenere ciò è fondamentale che ci sia una fusione tra testo, musica e movimento. È da lì che avviene la scelta dei brani musicali, dall’esigenza di dover contestualizzare la vicenda e di metterla in musica in maniera fluida e nello stesso tempo potente. In “Life” ci saranno brani editi attualissimi, alcuni dei quali sono stati riadattati in italiano, ed altri, sempre in italiano, che sono del tutto inediti. I cantanti di questo spettacolo sono giovani talenti della nostra scuola. Voci totalmente differenti l’una dall’altra, ciascuna con una grande personalità e grande capacità di interpretazione. Alcuni di loro nascono da poco mentre altri ne hanno già fatto il proprio mestiere, ma tutti seguono l’insegnamento più grande: rimanere umili ed essere strumenti al servizio dell’arte. Canteranno e reciteranno la realtà quotidiana, “la vita”! Per questo il messaggio finale di tutto lo spettacolo sarà cantato a gran voce da tutti gli artisti: proprio perché insieme “si può”, più voci faranno la somma di un’unica grande voce, un leitmotiv che risuonerà nel cuore del pubblico: “Tu puoi, si! Credici sempre e vedrai, potrai! Vivi adesso, vivi la vita, così com’è che è perfetta!”. I nostri giovani artisti arricchiscono ogni giorno la propria vita coltivando un grande dono, la voce, che va custodita, curata, con lo studio e la devozione che solo l’amore per l’arte può dare. Crediamo molto in loro, pertanto cerchiamo di creare le giuste opportunità di crescita nella nostra città, che ha ereditato le grandi premesse per essere una delle più belle città d’arte, ma che soffre nel non vedere che ciò sia del tutto realizzabile. Barbara Catera e Chiara Catera

LA DANZA

Con la danza abbiamo ripercorso una storia completamente inedita che prende avvio da un’ambientazione metropolitana in cui protagonista è la rivalità tra due bande. Pertanto abbiamo lavorato fisicamente sugli atteggiamenti di sopraffazione e di rivalsa che sfociano poi nella rissa, ma non solo. Abbiamo anche condito con stile tribale la visione della vita del personaggio di Ashley che segue la filosofia dello Yin e Yang. Successivamente la coreografia diventa umoristica nell’immedesimarsi in una terza età fatta di ricordi e della voglia ancora di giocare, senza tralasciare tematiche romantiche come nell’esibizione in ricordo del fratello o nell’interpretazione del sogno infranto di un esilarante vecchietto. Stilisticamente le coreografie hanno dapprima un’impronta Street e HipHop, per poi evolversi attraverso il Modern e il Contemporary verso un finale di rinascita e positività in cui trionfa il bene. Tatiana Bonnici e Morena Bonnici

L’ASSOCIAZIONE
L’associazione culturale no profit Performing Arts – creatività e sviluppo, con sede a Siracusa, in via Carlentini 104, C. F. 93073940897, promotrice di attività culturali, di formazione e artistiche in larga parte finalizzate a scopo benefico, ha realizzato dal 2014 ad oggi svariate manifestazioni culturali ed artistiche. Nella fattispecie ricordiamo gli eventi di formazione, ovvero la Masterclass sull’uso professionale della voce dal titolo “La Voce INscena”, giunta alla sua terza edizione.  Tale attività ha raccolto una utenza di oltre 100 professionisti provenienti da tutta la Sicilia, vantando la docenza di Dora Romano, del dott. Alfonso Gianluca Gucciardo, del M° Fabio Lazzara, del M° Luca Pitteri e del M° Peppe Vessicchio. Oltre alla formazione, la nostra attività è caratterizzata da eventi artistici, spettacoli teatrali e musicali, tra i quali spiccano senza dubbio “Siracusa d’Amare”, realizzato per conto del Comune di Siracusa, articolato in ben 3 spettacoli presso il Monumento ai Caduti di Siracusa nel settembre 2014. “Moulin Rouge – storia di un amore”, settembre 2015, il cui ricavato è stato devoluto in beneficenza per l’associazione Gruppo Mamme di Siracusa e per l’associazione Astrea in memoria di Stefano Biondo, e “Fame – la forza di un sogno”, settembre 2016, il cui ricavato è stato devoluto in favore di LILT sezione di Siracusa. Gli spettacoli hanno registrato complessivamente oltre 9.000 presenze, con un notevole riscontro di pubblico e di critica.