Giovedì 15 settembre alle 20 Maria Lucia Riccioli e Giovanni Di Maria presentano il libro di Lorenzo Perrona L’altro sé. Opposizioni letterarie dal Sud (Algra Editore, Catania 2017). L’incontro, in collaborazione con la Casa del Libro, si svolge nel cortile dell’ex convento di San Francesco, in via Gargallo 67 (Siracusa), sede della mostra di Steve McCurry.
Il libro è un saggio di critica letteraria, uno studio innovativo sul tema dell’identità e dell’alterità nell’ambito della rappresentazione nazionale italiana. Propone nuove valutazioni su scrittori importanti come Silone, Carlo Levi, Brancati, Pasolini e Sciascia, e spiega perché alcune rappresentazioni letterarie, in origine di opposizione, abbiano avuto come esito l’abbondante produzione di immagini stereotipe sul Meridione d’Italia. Infatti l’“altro sé” che questo saggio svela è il mito narrativo che pervade la narrazione nazionale degli italiani: l’alterità interna all’Italia che si materializza nella rappresentazione del “Sud”
Il libro – grazie anche a strumenti tratti dalla critica postcoloniale (inediti per l’italianistica) – scopre una linea di scrittura che nasce come opposizione al fascismo e persegue l’emancipazione delle classi subalterne (il “cafone” siloniano, i contadini della Lucania di Carlo Levi). Il successo internazionale di queste figure di alterità tipicamente italiane ha però diffuso rappresentazioni letterarie che Perrona definisce “immagini accessorie”, cioè prive di soggettività e di agency. Con Brancati e Pasolini, invece, la scrittura va in un’altra direzione, diventa il progetto di una scoperta: il provinciale catanese o il ragazzo di borgata sono la formalizzazione retorica e narrativa di un’identità “altra” e decentrata. E funzionano come potente strumento di opposizione culturale, figurazione di un’alternativa rispetto alla normalizzazione borghese dominante nell’Italia fascista e del dopoguerra. Infine, il percorso di Sciascia va dalle straordinarie invenzioni degli esordi (Il giorno della civetta, “giallo” sugli intrecci politico-criminali italiani, Il Consiglio dEgitto, romanzo storico sull’orientalismo siciliano) al ripiegamento sulla “sicilitudine” degli anni ’80, che sigilla la Sicilia in un destino di alterità.

Il libro propone quindi, rileggendo pagine note e meno note, una teoria della rappresentazione letteraria italiana che mette in evidenza la carica innovativa degli scrittori italiani del secolo scorso, che hanno rappresentato elementi di “identità” trasfigurandoli in una “alterità”.

Alcuni giudizi critici
Un raffinato saggio […]. Le ragioni necessarie di una scrittura di militanza che in Vitaliano Brancati e in parte in Leonardo Sciascia assumono i connotati di un atavico disagio esistenziale. Da non perdere”.
(Domenico Trischitta, “La Sicilia”24.07.2017)
Il libro di Lorenzo Perrona ci mostra come il pensiero divergente della letteratura, con il suo sguardo “altro”, spesso non omologato al sistema ma ad esso oppositivo, possa dar voce ai “villani”, ai “cafoni”, ai diversi in ogni senso di ieri e di oggi, scardinando gli stereotipi e le false rappresentazioni […] in un’ottica di letteratura “civile” che incida concretamente sul reale”.
(Maria Lucia Riccioli, “La Civetta di Minerva”, 16.06.2017)
Qual è la funzione della letteratura in un tempo in cui i tradizionali strumenti di conoscenza sono inadeguati a comprendere la complessità del presente? Una risposta, personale e originalissima, è suggerita dallo splendido saggio di Lorenzo Perrona di cui consiglio a tutti la lettura. Per specialisti, lettori attenti ma anche insegnanti che non hanno smesso di cercare il senso dell’insegnamento della letteratura. Questa è formazione”.
Anna Maria Di Carlo, docente di lettere, liceo Corbino di Siracusa)
Lorenzo Perrona è nato a Genova dove si è laureato in Lettere e negli anni ’90 ha lavorato come redattore presso la casa editrice Costa & Nolan. Ha conseguito il dottorato di ricerca presso la Section d’Italien dell’Università di Losanna. Insegna a Pachino. Vive a Vendicari. Ha pubblicato saggi sulla cultura italiana all’estero e sulla letteratura australiana contemporanea, ha tradotto il romanzo di MudroorooGatto selvaggio cade (Le Lettere, Firenze). Ha contribuito a diversi volumi di critica letteraria pubblicati da Costa & Nolan (Genova), Rodopi (New York/Amsterdam), Jaca Book (Milano) e Monash ePress, (Melbourne). Ha avuto modo di partecipare a diversi convegni internazionali ed ha contribuito a riviste culturali e letterarie come “Nuovi Argomenti”, “Hystrio”, “Carta”.
Attualmente collabora alla pagina culturale del “Corriere del Ticino” e della “Sicilia”.