Conversazione con Micaela Latina dal titolo Davanti alla porta della teologia. Appunti su Kafka. L’appuntamento è per il 22 settembre alle 17,30 nella sala multimediale dell’Istituto d’Istruzione superiore Filippo Juvara, in viale Santa Panagia 131.

Micaela Latina insegna Letteratura tedesca all’Università di Cassino e del Lazio meridionale. Ha pubblicato, tra l’altro: Il possibile e il marginale. Studio su Ernst Bloch; La pagina bianca. Thomas Bernhard e gli Antichi Maestri. Ha curato un’edizione critica degli scritti letterari di Ernst Bloch (Ornamenti. Arte, filosofia, letteratura).

Micaela parlerà di Kafka davanti alla fede, cioè, parafrasando uno dei suoi racconti più famosi, il suo rapporto con Dio: il Deus absconditus, oscuro e crudele entità che presiede arbitrariamente sulla vita delle persone, quel Tribunale al di là della porta, cui agli uomini non è dato di entrare. E’ questo il tema teologico che lo assilla fino alla morte. Per Kafka cioè non esiste alcuna alternativa di Dio che si rileva nel cristianesimo invece nel mondo, quale Deus revelatus con il timore e il tremore che avevano agitato Kierkegaard. Questo ci pare il nocciolo del pensiero teologico del grande praghese e che il suo primo biografo Max Brod ci diede nel romanzo Il processo, che proprio Kafka nel suo testamento gli aveva ordinato di bruciare alla sua morte. Brod per fortuna non lo fece, pubblicandolo e lasciando aperta quella porta che Kafka non aveva mai potuto attraversare. Ci chiediamo ora se Lutero fosse già riuscito a attraversarla e se i cristiani di oggi abbiano veramente visto ed attuato quello che Kafka non era riuscito ad intravvedere.