Verrà presentato sabato 30 Settembre alle 18:30 al Museo Tempo di via XX Settembre 132 – via De Pretis 18 a Canicattini Bagni, “A mani nude La memoria della terra nel cammino di Besnik Harizaj ”, Duetredue Edizioni, il libro della scrittrice catanese Lucia Andreano, docente di Lettere negli istituti superiori ed esperta di tecniche di scrittura e comunicazione, patrocinato da Amnesty International.

Il libro racconta un pezzo della vita di un giovane artista ceramista, Besnik Harizaj, fuggito dall’Albania negli anni della rivolta politica, e che oggi vive e lavora a Caltagirone dov’è arrivato nel ’96.

La presentazione del libro, dopo i saluti del Sindaco Marilena Miceli e dell’Assessore alla Cultura, Loretta Barbagallo, è affidata ad Andrea Lodato.

Interventi dell’autrice e del ceramista albanese Besnik Harizaj.

Letture sceniche a cura di Duetredue Edizioni con la collaborazione della poetessa Ella Ciulla;

Lucia Cantone – voce;

Gloria Castiglia – chitarra;

Marika Frasconà – voce;

Luca Zarbano – percussioni.

Quella di Lucia Andreano è una storia vera, autentica, a lieto fine, che attraversa il duro percorso di Besnik, oggi cinquantenne, destinato dalla famiglia a fare il contadino, chiamato nel suo Paese a svolgere prima le funzioni di soldato nella guerra tra Serbi e Croati, e poi quelle di dirigente del partito. Un destino che lui non sente suo e al quale si oppone inseguendo con forza e disperazione il suo sogno, l’unico vero motivo per cui è disposto anche a rischiare la vita: vivere della sua arte.

Sono gli anni della rivolta politica e quelli della fuga di tanti giovani, tra questi anche Besnik che approda sulle coste della Sicilia e poi a Caltagirone dove, circondato dalla solitudine del migrante, apre un suo laboratorio, i cui lavori, in particolare le teste di Moro che realizza, oggi arrivano in tutto il mondo.

Una storia forte ed educativa quella raccontata da Lucia Andreano, che ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International: “Per la sua capacità di toccare diversi temi legati ai diritti umani     attraverso la storia, vera, di un artista. Grazie alla sua determinazione, attraverso il suo viaggio da migrante, Besnik Harizaj è riuscito a lasciarsi alle spalle un passato di dolore e povertà, privo di libertà e senza possibilità di sviluppo personale. Il testo offre anche molti spaccati sulla situazione delle donne, sulla pena di morte e sull’Albania”.