Giorno 30 novembre alle 17,30 alla Libreria Diana, in corso Gelone a Siracusa, si presenterà il libro Viaggiatori stranieri nella Sicilia dell’Ottocento.

Saranno presenti gli autori: Maria Costanza Lentini, direttore del Polo per i siti culturali di Catania; Nunzio Famoso, docente ordinario di Geografia all’Università degli Studi di Catania; Fabrizio Nicoletti, archeologo, del polo regionale di Catania per i siti culturali; Carlo Ruta, saggista, studioso di letterature di viaggio e del mondo mediterraneo; Teresa Sardella, docente di Discipline storico-religiose all’università di Catania; Mario Tropea, docente all’università degli studi di Catania; Maurizio Zignale, docente all’università degli Studi di Catania.

Nell’Ottocento, secolo di impetuosi mutamenti economici, geopolitici e tecnico-scientifici, l’eredità settecentesca del Gran Tour in Sicilia, che poneva in risalto le testimonianze classiche e le risorse naturali dell’isola, restava feconda, mentre il passaggio delle culture romantiche lasciava propri sedimenti che, utilmente e senza traumi, slargavano gli ambiti dell’attenzione attraverso una considerazione più aperta e variegata del retaggio storico. Per una serie di emergenze politiche e sociali, nell’immagine della Sicilia si apriva tuttavia una cesura profonda, in particolare nella seconda metà del secolo, quando il disegno di unificazione dell’Italia veniva portato a compimento. Nelle corrispondenze, nei reportage, nelle inchieste ufficiali e negli studi veniva posta in luce una Sicilia oppressa da questioni sociali di ogni tipo. E percezioni di questo tipo s’imponevano nei resoconti di numerosi viaggiatori. La rappresentazione della Sicilia, che nel secolo dei lumi, per quanto adombrata da visioni problematiche, tendeva ad una sostanziale univocità, ritrovandosi soprattutto nei topoi del mondo classico, finiva con lo scomporsi. Pur resistente, lo scandaglio della natura e delle testimonianze del passato doveva fare i conti, all’interno degli spazi percettivi e narrativi, non solo con la disincantata perentorietà dell’investigazione sociale, sostenuta da ragioni forti, ma anche con la demonizzazione e il riemergere di pregiudizi antichi. L’immagine della Sicilia, lacerandosi, andava incontro in definitiva ad un acceso processo di polarizzazione.
In questo testo, attraverso lo studio di esperienze emblematiche, gli autori si propongono di investigare tali mutamenti, ponendo domande e ricercando risposte utili.