Oggi, sabato 16 dicembre, alle 18,30, con un originale percorso recitato itinerante a Ortigia e in collaborazione con la Casa del Libro Mascali, Fabio Messina presenterà A Sicilia c’arricria, il suo nuovo libro di poesie in dialetto e saggi sul patrimonio siciliano, arricchito delle bellissime illustrazioni di Guglielmo Manenti, edito da ENJOY di Ragusa. Il percorso si snoderà tra i vicoli di Ortigia, iniziando e concludendosi presso la libreria Mascali, con uno stile simile a quello dei “cuntastorie”, attraverso alcune poesie in dialetto del libro, altre estemporanee e con cenni descrittivi dei temi delle stesse liriche.

La prefazione è stata curata dal poeta dialettale Peppe Vultaggio di Erice (TP), mentre la redazione del libro si è avvalsa della preziosa collaborazione di poeti come Silvana Blandino di Modica (RG), Pippo Di Noto di Ragusa e Gabriella Rossitto di Palagonia (CT).

L’idea di questo libro matura nell’autore, folle amante della Sicilia, mossa dalla voglia e dall’ambizione difficile di sintetizzare la grande bellezza di cui splende la nostra isola, meraviglia del mondo intero e capace di far godere del suo vastissimo patrimonio materiale e immateriale. Patrimonio da lasciare in eredità ai bambini siciliani ai quali è dedicato il libro e ai turisti che continueranno a venire qui ad ammirare, vivere, assaggiare, condividere le bellezze della Sicilia. Usando il modello di un suo libro edito già da alcuni anni e di buon successo, Sicilia bedda matri, facente parte della stessa collana, l’autore ha creato quest’opera che già nel titolo racchiude la sua missione; ovvero il raccontare, mostrare e condividere alcune cose, aspetti, luoghi, personaggi e altro che della Sicilia creano godimento, letterale traduzione del termine dialettale “arricriu”. Una sorta di paniere ove ha riposto il suddetto tesoro da tramandare in eredità e vi ha messo personaggi, luoghi, concetti, cibo, frutti, storia, arte, tradizione, folklore, religiosità; e anche tentativi di analisi sociologiche ed etnoantropologiche, spesso prendendo spunto da grandi scrittori come Pirandello, Sciascia e Camilleri, da registi come Tornatore, da poeti come Buttitta, da governanti come re Federico II e persino da santi come Agata e Rosalia. Questo libro è strutturato su tre piani comunicativi ed espressivi: le poesie in dialetto siciliano, lingua madre e “musica” di questa terra anche per orecchie forestiere; a ciascuna di queste è associata una illustrazione realizzata da Guglielmo Manenti, che si aggancia alla poesia come immagine viva di essa; sempre a ciascuna, è associata una traduzione in lingua italiana e un saggio che tratta il tema della stessa. La traduzione apre il libro per esser “gustato”, come un vero e proprio prodotto tipico siciliano artigianale, anche ai viaggiatori che visitano la Sicilia. Interessante l’inserimento tra i capitoli, di alcune delizie culinarie siciliane come arancini, cannoli, granita, ficodindia e grani antichi siciliani, per le quali l’autore si è avvalso della preziosa collaborazione di esperti del settore. Un libro che nasce per esaltare il bello della Sicilia, quel bello che va oltre il bene e il male della nostra Isola e che ambisce a far vedere i problemi dal punto di vista delle soluzioni.

Fabio messina nasce nel 1970 a San Focà, frazione di Melilli, oggi Priolo Gargallo; vive per scelta a Palazzolo Acreide dal 1996 e ha radici siciliane miste (madre dell’ennese e padre di catania). Perito chimico, esercita la libera professione di agente di commercio; da anni è impegnato con passione nella promozione e conservazione della cultura e della identità siciliana, non solo attraverso la sua poesia dialettale e la pubblicazione di libri. Sua è infatti la grande passione di studiare, vivere, analizzare, sperimentare la sicilia e la “sicilianità” attraverso il suo impegno sociale, l’escursionismo naturalistico, le sagre, le feste e il girovagare l’isola tra storia, tradizioni ed eventi musicali e artistici. Sta realizzando da alcuni anni dei percorsi recitati itineranti in alcuni centri storici e naturalistici siciliani, vista anche la sua indole naturale a saper creare versi estemporaneamente, e propone sovente degli eventi di connubio tra poesia  e musica siciliane a tema etico, sociale, storico ed etnoantropologico, talvolta associandoli a eventi enogastronomici. Nel 2004 pubblica la sua prima raccolta di poesie dialettali dal titolo Acqua ca vugghi; nel 2006 l’uscita di una sua pubblicazione particolare, Stiddhi a suddest, libro di poesie dialettali e saggi sui prodotti e i mestieri tipici della sicilia sud orientale. Nel 2007 pubblica impressioni siciliane scomposte, libro sul degrado della sicilia con foto, poesie e video in sinergia con il fotografo Francesco Di Martino e altri artisti locali. Nel 2009 la pubblicazione di sue poesie nella antologia dei poeti siciliani curata dall’associazione artisti e poeti siciliani. Nel 2010 la pubblicazione del più grande successo, Sicilia bedda matri, libro di poesie e saggi sulla Sicilia e la “sicilianità” con le illustrazioni di Guglielmo Manenti, poi in ristampa come seconda edizione nel 2013. Nel 2011 la pubblicazione di un romanzo breve, Paulu di la vita patronu, sulla rinomata festa di San Paolo a Palazzolo Acreide, paese in cui vive; libro arricchito dalle foto di Mauro Peluso e intramezzato da sue poesie dialettali. Nel 2014 il suo ultimo libro Musa d’amuri, raccolta di poesie d’amore in dialetto siciliano. Ha partecipato come attore coprotagonista al cortometraggio Lamiantu di Nadia Tumino nel 2011 sul problema dell’amianto e nelle vesti del giornalista d’inchiesta;  come attore nel videoclip musicale Oggi e’ duminica dei Calandra & Calandra nel 2015, perseguendo l’ennesima sinergia d’arti stavolta con la canzone siciliana.

Guglielmo Manenti nasce a Scicli nel 1976 e vive e lavora a Modica (Rg). Illustratore, pittore e regista di film d’animazione, formatosi a Bologna, Londra e Berlino. Ha esposto le sue opere in mostre personali e collettive dal 1996 in poi. Ha inoltre realizzato illustrazioni per diversi libri per le Edizioni Extempora: Il meraviglioso teatrino di Pipo e Pepo di Carlo Ferreri e Massimo Leggio 2004; Ulisse, un fumetto liberamente tratto dal romanzo di James Joyce legato al progetto Bloomsday, che ha coinvolto Trieste, il museo Sveviano e l’associazione culturale Day Dreaming Project 2009. E ancora Bufalino tra realtà e finzione nel 2012 e sempre nello stesso anno L’ora di Spampinato, fumetto legato al documentario di Vincenzo Cascone. Dal 2010 con la pubblicazione di Sicilia Bedda Matri comincia la collaborazione con il  poeta Fabio Messina. Per le edizioni Kromatografica ha realizzato Profumo, illustrazioni per la ristampa del testo di Luigi Capuana nel 2016 e Re Bracalone nel 2017, pubblicazioni che si inseriscono in un progetto più ampio che vuole analizzare i testi meno conosciuti dello scrittore di Mineo, mostrandone il suo ingegno multiforme. All’estero pubblicazioni per la Verlag Franckh con Gedanken aus Schwerkraftland. E nel 2016 a Berlino, all’interno del centro culturale Brotfrabrik e a cura di Alexander Graeff, è stata organizzata La Metamorfosi, un mostra- convegno che, partendo dalle illustrazioni di Manenti,  celebrava i cento anni dalla pubblicazione del testo di Franz Kafka, con proiezioni cinematografiche e letture di poeti e scrittori che si ispirano alle atmosfere dello scrittore praghese. Altre illustrazioni sono state realizzate per libri scolastici in più anni per la casa editrice Klett di Stoccarda. Inoltre collabora come disegnatore per numerose riviste e pubblicazioni, cercando di coniugare le proprie attività artistiche con l’impegno politico e sociale. Dal 2006 è regista delle video-azioni EX per un Bestiario Urbano in collaborazione con Vincenzo Cascone e dal 2007 si dedica alla realizzazione di video di animazione, partecipando a festival di cortometraggi in giro per tutta l’Europa.