La Società Siracusana di Storia Patria, nell’ambito del ciclo di conferenze dedicate ai 2750 anni della fondazione di Siracusa presenta domani, giovedì 28 dicembre, alle 17, al Palazzo del Senato, l’intervento di Francesca Fausta Gallo dal titolo: L’uso dell’antico nella costruzione dell’identità di Siracusa.

In particolare, la Gallo si soffermerà su un particolare momento della storia di Siracusa, tra la metà del XV e la metà del XVII secolo, un periodo critico per la città aretusea che si trova a vivere una pesante crisi politico-istituzionale ed economica che comprometterà la sua immagine di città commerciale e di centro di scambi del Mediterraneo, trasformandola in piazzaforte militare. Ciò rischiava di marginalizzare Siracusa, in un momento in cui si acuiva lo scontro tra le diverse città dell’Isola che chiedevano prerogative, primati, esenzioni al sovrano spagnolo (ricordiamo che il Regno di Sicilia era dominio del re di Spagna). La sua élite politica e culturale, allora, pensò di attingere al “glorioso” passato della città, rivendicando un primato e una supremazia che la storia le aveva riconosciuto come indiscussa protagonista dell’età greca, capitale della Magna Grecia, fondatrice di città in Sicilia e fuori di essa, patria di uomini illustri. L’antico, poi, poteva essere utilizzato anche come exempla cui attingere per esprimere, allegoricamente, critiche nei confronti del potere, in un momento in cui non era possibile alcuna forma di dissenso politico.

Questi temi saranno affrontati attraverso l’analisi di alcuni testi di umanisti che operarono a Siracusa tra ‘400 e ‘600 (Scobar, Mirabella, Bonanno) e si prestano ad una più generale riflessione sull’uso pubblico della Storia e sulla strumentalizzazione del passato per fini politici, operazioni che, in alcuni casi, hanno portato ad inventare e creare miti e tradizioni che sono diventati elementi identitari e di distinzione sociale e politica.