Si alza il sipario sulla seconda edizione di Giudecca and drama, la rassegna teatrale ideata da Alfredo Mauceri e diretta da Antonio Casciaro. Quest’anno dedicata a Mito, anima e pensiero, la manifestazione sarà inaugurata domenica 7 gennaio alle 18.30, al teatro Alfeo di via Giudecca 22,  dove andrà in scena La prigione di Lutero, con l’adattamento e la regia di Davide Sbrogiò, in scena con Lorenzo Falletti, e le musiche di Alessandro Sbrogiò.

1517, Martin Lutero, frate agostiniano, vive nel convento di Wittembergh tra tormenti mistici e dolori fisici. Poco tempo prima aveva affisso alla porta del castello della città tedesca le sue 95 tesi, in cui criticava la prassi della vendita delle indulgenze e il ruolo delle autorità ecclesiastiche, in particolare del Papa, suscitando un clamoroso scalpore e aprendo la strada a quella che passerà alla storia come la Riforma Protestante. Un giorno Lutero riceve la visita di frate Giovanni von Staupitz, suo amico, pedagogo, confidente, il quale cerca di convincerlo a ritrattare le sue argomentazioni, pena la possibilità di essere scomunicato o addirittura condannato a morte dalle autorità ecclesiastiche. Da un lato Frate Giovanni, onesto, ma tuttavia timoroso, incapace di schierarsi contro la Chiesa e le sue leggi secolari e dall’altro Lutero, il grande riformatore, disgustato dal degrado spirituale di un’istituzione e pertanto deciso, non senza dubbi e umani timori, a compiere quella che  sente come una “necessaria missione purificatrice”

Liberamente tratto dall’opera di John Osborne, il testo è un dialogo, ora pacato, ora veemente, sul modo di concepire il Cristianesimo, sul rapporto del credente con Dio sull’esatta interpretazione delle Sacre Scritture, sulla necessità di porre fine all’immoralità e alla corruzione dilagante nella Chiesa Cattolica di quel periodo.