Proseguono gli incontri a tavola rotonda previsti dal Progetto-Concorso rivolto agli studenti del triennio delle scuole superiori di Augusta e portato avanti dalla locale Università delle Tre Età, grazie quest’anno al partenariato con la Exxon Mobil.

Le nuove tecnologie della comunicazione digitale interpersonale hanno certamente migliorato la vita, ma a che prezzo? – Questo il tema del secondo incontro, sul quale si sono confrontate nei giorni scorsi le due relatrici della serata: la docente di Matematica e Fisica Anna Lucia Daniele e la sociologa Simona Baffo, alternate dal moderatore dell’incontro, il vicepresidente Unitre Salvo Cannavà.

Nell’accogliente aula magna dell’Istituto “A. Ruiz”, gremita di soci unitrini e di studenti e docenti, la professoressa Daniele ha trattato l’argomento con un modo semplice e coinvolgente, alla portata dei ragazzi e degli adulti. Con l’ausilio di una relazione multimediale, dopo una breve premessa sul significato di “comunicazione interpersonale”, ha illustrato i vari effetti positivi che le nuove tecnologie hanno nella vita di tutti i giorni, dal poter chiedere immediatamente aiuto in caso di guasto al motorino o all’auto fino alla ricchezza dei messaggi corredati da immagini, suoni, link e quant’altro, nonché l’aumento della sicurezza da parte di persone timide, le quali, grazie ad uno schermo, vincono l’imbarazzo di un confronto face to face. Incisivi i due video mostrati successivamente per mettere in risalto il “prezzo” da pagare a causa delle nuove tecnologie, come recita la parte finale del tema. Fondamentalmente due sono stati i concetti rimarcati dalla relatrice per mettere in guardia i ragazzi, oltre ai possibili danni alla salute per l’uso esagerato dei dispositivi elettronici. La docente si è volutamente soffermata sul rischio di perdere la propria privacy e di condividere avvenimenti della sfera privata con sconosciuti o, quel che è peggio, con malintenzionati che si celano dietro false identità. Infine, prendendo in prestito una celebre frase di Paulo Coelho, ha concluso che nessuno strumento di comunicazione, neanche il più avanzato, riuscirà mai a competere con il piacere di guardare negli occhi una persona.

Dal punto di vista sociologico, Simona Baffo ha sottolineato come l’uso spasmodico della comunicazione digitale interpersonale, a discapito di quella fatta di relazioni e interazioni piene tra gli uomini, possa portare alla perdita di socializzazione, ma anche della propria identità. “Secondo alcuni studiosi la comunicazione digitale ci permette di sperimentare più identità; comunicando in rete in assenza del proprio corpo, la propria identità diventa fluida e multipla. Tale forma di sperimentazione avrebbe degli effetti fondamentali positivi anche “off-line”, dal momento che il soggetto, interagendo con gli altri attraverso identità alternative, avrebbe a disposizione, per costruire se stesso, risorse simboliche che altrimenti gli sarebbero precluse. Ma questo approccio non riesce poi a spiegare come sia possibile costruire relazioni stabili e durature nel tempo, mentre gli utenti continuano a moltiplicare o a trasformare la propria identità!”.

Infine, con chiaro riferimento a Zygmunt Bauman, la relatrice ha accennato al “prezzo” della Retrotopia: “Mentre prende piede l’individualismo che cancella il senso di comunità, il passato si trasforma in una condizione rassicurante e nell’unica prospettiva accettabile. Il futuro è finito alla gogna e il passato è stato rivalutato, a torto o a ragione, come spazio in cui le speranze non sono ancora screditate”.

La serata si è arricchita con interventi da parte di alcuni soci unitre e di qualche studente.

In chiusura il presidente, Giuseppe Caramagno, pienamente soddisfatto per la riuscita dell’incontro, ha ringraziato le due relatrici e tutti gli intervenuti e ha dato appuntamento al 19 febbraio per la terza e penultima tavola rotonda.