Giustizia, inefficienza dell’amministrazione pubblica, fisco: queste le gravose zavorre che appesantiscono la produttività italiana, come denunciato qualche giorno fa dall’economista Lucrezia Reichlin nella sua analisi preelettorale*. Ma soprattutto limiti strutturali di cui le imprese italiane fanno fatica a liberarsi: scarsa capacità di innovazione tecnologica, inefficienza delle pratiche manageriali e superficiale attenzione verso la formazione continua, che valorizzi non solo le competenze verticali, ma soprattutto quelle trasversali. In particolare sono le abilità legate alla comunicazione, alla gestione della crisi, delle risorse umane in team e all’analisi del macrocontesto geopolitico che secondo recenti ricerche scientifiche ** rappresentano la nuova chiave di volta per accedere alle posizioni lavorative più interessanti nell’attuale mercato del lavoro.

A questa idea legata alle competenze trasversali si ispira il percorso di formazione “Mediterranean Leadership Journey”, organizzato a partire dal prossimo 22 marzo dall’ Ortygia Business School, che ha tra i suoi fondatori proprio l’economista Lucrezia Reichlin.

Le economie che oggi possono dirsi avanzate – spiega la Reichlin- sono quelle che nei decenni precedenti hanno saputo cogliere e sfruttare i processi di cambiamento produttivo legati alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che premiano soprattutto la flessibilità organizzativa e necessitano di investimenti in beni immateriali come le invenzioni, i diritti, i brevetti, ma anche la crescita delle risorse umane soprattutto nelle competenze sociali e comunicative, componenti essenziali per lo sviluppo di una vision aziendale che goda anche di leadership. Per questo abbiamo scelto la leadership come tema comune del percorso manageriale che a breve comincerà a Siracusa, accogliendo manager da ogni parte d’Italia e d’Europa”.

Le tematiche principali che saranno affrontate nel ciclo di incontri che si svolgerà per i prossimi tre mesi nella sede della Business School riguardano la capacità di prendere decisioni in contesti di realtà in continua evoluzione (e quindi caotici); di fare emergere la consapevolezza della necessità e della capacità di negoziare, affrontare le zone di rischio e di crisi e prevenirle, quando possibile, per una gestione efficace dei processi di business; di esercitare la capacità comunicativa di un’azienda o di un progetto come valore aggiunto degli stessi e allenare la sensibilità nel leggere le dinamiche geopolitiche ed economiche attuali per poter orientare le decisioni aziendali. “Crediamo che poter discutere di temi dal respiro internazionale in un territorio con così grandi margini di sviluppo – continua la Reichlin-, partecipi alla sua valorizzazione e, allo stesso tempo, consenta ai nostri partecipanti di scoprire altri luoghi e immaginare altre possibilità di business rispetto a quelle che si svolgono nei luoghi designati dall’economia”.

Il percorso formativo si svilupperà in tre fine settimana nei mesi di marzo, aprile e maggio e coinvolgerà circa 20 partecipanti, in gran parte profili senior all’interno di aziende nazionali e internazionali. Valore fondante dei corsi l’esperienza internazionale dei docenti, che provengono da scuole come la London Business School, Harvard Business School, Kellogg School of Management. Durante le lezioni interverranno anche manager, CEO e chairman di gruppi imprenditoriali e finanziari nazionali e internazionali. Gli incontri prevedono metodologie formative di tipo pratico, oltre che teorico, con l’obiettivo di analizzare ed affrontare le sfide che i manager si trovano a gestire nella loro vita professionale su differenti livelli: aziendale, personale e macroeconomico.

Intanto il team della Business School è al lavoro per l’organizzazione di ulteriori appuntamenti formativi per la primavera- estate 2018. Oltre al “Mediterranean Leadership Journey” si svolgeranno altri percorsi: il primo sarà centrato sullo sviluppo di competenze destinato alle Family Business, per sostenere le imprese familiari e aiutarle nel percorso verso sfide di crescita come l’internazionalizzazione, la competitività nei mercati globali, la trasformazione e digitalizzazione aziendale; il secondo progetto, OVERSTO, è stato assegnato a OBS dopo la vincita di un grant europeo e, in continuità con il lavoro fatto negli scorsi anni che è risultato nella condivisione di raccomandazioni di policy con il G7 di Taormina (maggio 2017), approfondirà il tema delle migrazioni e le sue molteplici implicazioni sul mercato del lavoro e nei cambiamenti sociali.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.ortygiabs.org.

* http://www.corriere.it/opinioni/18_febbraio_18/spirale-negativa-nazionale-15578312-1414-11e8-93af-70bfe0994910.shtml

** https://www.bloomberg.com/news/articles/2018-02-06/maybe-stem-isn-t-the-future-after-all-soft-skills-are-coming-on-strong

Ortygia Business School unisce la prospettiva internazionale e il prestigio di una scuola superiore con le conoscenze e le connessioni locali di un’istituzione le cui radici affondano nell’economia del Mediterraneo. La scuola progetta, organizza e coordina programmi educativi di altissima qualità, tenuti da docenti delle migliori università internazionali. OBS si occupa dei temi legati all’economia, alla leadership, alle dinamiche geopolitiche e alla comunicazione e gestione d’azienda. La missione della scuola è promuovere la cooperazione economica e lo sviluppo tra i paesi del Mediterraneo.