Marzo 2018 ci trova immersi in una dimensione conflittuale che individua a stento soluzioni e comporta uno spreco sproporzionato di energia pur in un momento storico caratterizzato dalla velocizzazione di molti percorsi nella vita associata e individuale.

Ci stiamo abituando ai discorsi d’odio come se fossero norma nei rapporti tra persone e questo porta fatalmente all’azzeramento del senso del limite e prepara al salto dalla violenza verbale a quella fisica, se e quando viene meno una forte capacità di autocontrollo.

La fragilità della pace sociale, già messa a dura prova da un decennio di difficoltà economiche che credevamo superate per sempre, ci deve fare riflettere per reagire e agire immediatamente e adeguatamente in ogni ambito, alla ricerca di antidoti per superare la criticità della vita quotidiana.

L’impegno di Amnesty International per combattere l’odio si interseca con la campagna Coraggio dedicata al difensore dei diritti umani in zone di crisi:

Berta Caceres: ambientalista impegnata nella difesa dei diritti degli indigeni in Honduras, uccisa per essersi opposta con l’Associazione COPINH alla costruzione di una diga che avrebbe compromesso il territorio del popolo Lenca

Shima Babaee: arrestata insieme al marito Darius Zand in Iran per aver esortato le donne a manifestare a Theran nei “mercoledì bianchi ”di protesta contro l’obbligo, discriminatorio e abusivo, di indossare il velo.

Martine Landry: attivista di Amnesty International Francia, incarcerata per aver difeso i diritti dei minori stranieri non accompagnati.

A loro, al loro coraggio e a tutte le donne, il Gruppo Italia 85 di Amnesty dedica lo spettacolo teatrale Ipazia, che rende evidenti le conseguenze disastrose di estremismi e fanatismi in ogni tempo, in ogni luogo e circostanza.

Domenica 11 marzo 2018, alle 20, nella sala Teatro della Chiesa della Sacra Famiglia in viale dei Comuni a Siracusa, l’attrice Margherita Patti interpreterà il monologo Ipazia di Mariapina Settineri, collaborata da Barbara Corso e Giorgia Matarazzo dirette dalla regista Giannella D’Izzia.