Alexandria è un’associazione no-profit che opera dal 2004 nel settore della promozione della cultura con scopi formativi. L’iniziativa Ero straniero – analisi e proposte sul fenomeno migratorio, che si terrà sabato 17 marzo dalle 8,30 al liceo Tommaso Gargallo di Siracusa, e sarà trasmesso da Radio Radicale, si prefigge di diffondere la conoscenza sul tema dei processi migratori dell’uomo, storici e attuali, sulle cause, le modalità e sugli esiti di quei processi. Nello specifico si propone di stimolare analisi positive sul fenomeno attuale dell’immigrazione di popoli dalle aree africane e del medio oriente, come rifugiati o per le condizioni di vita di estremo disagio. Il convegno è rivolto principalmente agli studenti delle terze, quarte e quinte classi dei licei della città. I relatori coinvolti sono docenti universitari, degli Istituti di istruzione secondaria, ed esperti del settore.

Nel 1950 nei paesi che oggi fanno parte dell’Unione Europea vivevano 380 milioni di persone, nel 2050 si calcola che se ne conteranno 500 milioni. Se si rivolge lo sguardo all’altra sponda del Mediterraneo ed ai paesi poco al di là del Sahara le persone erano 128 milioni nel 1950 e si calcola che raggiungeranno la quota di 1 miliardo e 120 milioni nel 2050. Nel 2005 è avvenuto il primo sorpasso storico: per la prima volta dopo molti secoli la popolazione europea è risultata minoritaria rispetto agli abitanti delle aree extraeuropee più prossime. Inoltre, questi ultimi, oltre ad essere più numerosi, sono più giovani e la percentuale in età lavorativa è di gran lunga più elevata. All’incremento sproporzionato del dato sulla popolazione fa riscontro il raffronto tra il reddito medio degli abitanti del continente europeo e quello degli abitanti delle regioni dell’Africa sub sahariana: se un cittadino dell’Etiopia (paese povero ma non il più povero dell’area considerata) venisse come lavoratore regolare nel nostro paese potrebbe garantirsi un reddito di ben 12 volte superiore a quello del paese d’origine (16.000 euro il reddito medio dello straniero in Italia, 24.000 euro il reddito medio del lavoratore italiano). Un semplice raffronto storico: sul finire dell’800, epoca delle grandi migrazioni di massa degli italiani verso gli Stati Uniti d’America, il divario tra il salario in Italia ed il salario che l’emigrante italiano avrebbe potuto ricevere negli Stati Uniti era di 4 volte, ben al di sotto quindi del divario che ora separa il potenziale salario italiano da quello dei paesi d’origine degli immigrati. Questi dati ci conducono a ritenere altamente probabile per i prossimi anni un incremento delle pressioni migratorie. Piaccia o non piaccia, il solo pensare di poter bloccare in toto il flusso migratorio è non soltanto frutto di una immaginazione fantastica, ma altresì controproducente per l’equilibrio economico del nostro Paese. Occorre allora rimboccarsi le maniche per poter gestire nella maniera più logica e lungimirante i flussi migratori, anziché subirli in modo passivo e grazie a interventi legislativi di pura emergenza. (I dati riportati provengono dagli studi di Fadi-Hassan, professore di Macroeconomia internazionale presso il Trinity College Dublin).

OBIETTIVI Promuovere la diffusione della conoscenza sul tema dei processi migratori dell’uomo; Stimolare analisi positive sul fenomeno migratorio attuale dei popoli delle aree africane e del medio oriente; Promuovere l’affermazione del metodo nonviolento per il conseguimento di obiettivi di progresso democratico e sociale.

DESTINATARI Primo destinatario: Studenti degli Istituti di istruzione superiori e universitari. Altri destinatari: Operatori del settore culturale e dell’istruzione Operatori del settore dell’informazione Operatori del settore sociale e socio-sanitario Esponenti del settore legale e giudiziario Operatori delle strutture di prevenzione e pena