La storia delle donne è storia di emancipazione di civiltà per la società intera. La storia dell’arancia e la sua diffusione è la storia di questo costante muoversi dei popoli sul nostro pianeta: nacque in Cina, agli arabi che ne cominciarono la coltivazione e la diffusero nel Mediterraneo, i portoghesi che la sparsero per il mondo, in Sicilia divenne un frutto identitario, come in California e in Brasile. Questo spettacolo racconta la storia di una moltitudine di donne che in Sicilia lavoravano nel comparto delle arance e del loro cammino verso la conquista dei loro diritti di lavoratrici e di essere umani.

In questo percorso travagliato furono guidate da Graziella Vistrè, sindacalista bagherese trasferita a Lentini. Graziella fu una persona straordinaria, forte e fragile, vera, dirigente sindacale e anticipatrice delle lotte per i diritti delle donne, una delle fondatrice dell’Udi in Sicilia. Ricostruire il vissuto, l’umanità e la militanza di questa donna che ha dedicato la sua esistenza alla politica, all’emancipazione delle donne non è stato facile non avendo la fortuna di incontrarla direttamente. Siamo andati, come ci piace fare, alla ricerca delle testimonianze dirette tra Lentini e Bagheria, ci siamo affidati agli incontri, alle persone che avevamo voglia di condividere le loro memorie. E’ venuto fuori un universo di donne che lottavano con fatica eppure non si fermarono, è venuto fuori il mondo perduto delle agrumaie interne, le donne che lavoravano nei magazzini delle arance, un mondo perduto di cui ora restano brandelli di memoria, un mondo di fatica e di poesie popolare. Le loro storie sono state estrapolate con pazienza da una miriade di (a volte brevi a volte lunghe) discussioni, chiacchierate e incontri avvenuti per strada, in quanto molte di loro non ne volevano parlare: le donne che lavoravano nei magazzini furono viste per molto tempo alla mercé dei padroni e dei capi-magazzini , per cui molte di loro ancora oggi hanno pudore a dire che facevano le agrumaie interne. Graziella lavorò per far uscire le donne lavoratrici da questa condizione, tra gli anni 50 e 60 costruì un sindacato dove le donne diventarono fondamentali. Nei racconti raccolti il femmineo è molto forte: donne sole, donne abbandonate, donne che lottarono, donne che subivano violenze (non solo fisiche), donne che venivano mortificate ma soprattutto donne che si ribellavano e vincevano. La loro luce era accecante, il senso del loro lottare era fondamentale per la società intera, così come fu fondamentale la nascita dell’UDI in Italia. La storia di Graziella Vistrè è diventata il centro di un ritratto collettivo di un momento storico di lotte e rivendicazioni, di luce e di buio, di inverno e del germe dell’autunno caldo. Infatti Il 13 dicembre 1966 a Lentini si svolse una delle pagine più significative della storia delle lotte bracciantili: dopo 10 giorni di sciopero a oltranza le donne salvarono i manifestanti da un massacro e diedero la spinta a vincere lo sciopero. Graziella fu una delle artefici e delle sciamane della conquista dei diritti delle donne ma la storia (come spesso accade) fu pronta a nascondere e a mettere da parte molte cose, questo racconto ci rivela tutto ciò.

Lo spettacolo è stato prodotto in collaborazione con l’UDI (Unione donne in Italia) e il contributo scientifico del CREA (Centro di ricerca per l’agrumicoltura e le colture mediterranee) di Acireale.

Il doppio evento dell’anteprima dello spettacolo che vede la realizzazione di un gemellaggio tra le città di Bagheria ( dove nacque e operò fino a primi anni 60 Graziella Vistrè) e Lentini dove continuò il suo lavoro, è già stato messo in scena al Cine teatro Roma Realizzato grazie al contributo di SPI – FLAI – CGIL Palermo, giorno 13 aprile a Lentini, invece, andrà in scena il 18 aprile alle 20 al cine teatro Odeon. Realizzato grazie al contributo di SPI – FLAI – CGIL Siracusa. Con il patrocinio del Comune di Lentini. In collaborazione con Comitato territoriale Antudo di Lentini e Coordinamento NO Discarica di Armicci.