Lentini ospita, in occasione della festa del Santo Patrono, la mostra La luce dell’Onestà, un evento diventato ormai itinerante dopo la sua prima organizzazione avvenuta a Siracusa il 13 dicembre del 2015.

La mostra segna la rinnovata collaborazione tra la Soprintendenza dei Beni Culturali e Ambientali di Siracusa e il locale comando provinciale della Guardia di Finanza, con il quale da tempo si è perseguito il progetto di far conoscere, in vari comuni della giurisdizione, una parte dei tantissimi reperti archeologici recuperati dai militari della predetta Arma, a partire dagli anni sessanta del Novecento e consegnati poi alla Soprintendenza e la sua esposizione a Lentini è stata fortemente voluta dal sindaco, Saverio Bosco e dall’assessore, Rita Brancato.

Nei depositi di quest’ultima tali pregevoli oggetti furono conservati per diversi decenni e soltanto da poco tempo si è ritenuto opportuno presentarli al pubblico nel corso di Mostre il cui percorso, di volta in volta, è stato variato per permettere di esporre quanti più oggetti scelti. Questi sono stati trafugati da clandestini in vari siti archeologici della Sicilia orientale e centro-orientale, soprattutto da necropoli e santuari, ossia dai luoghi in cui potevano essere recuperati integri i materiali in ceramica o in metallo, facenti parte o di corredi funerari o di ex-voto, databili ad epoca greca e romana. Dai contesti di culto provengono vari esemplari della coroplastica, specialmente statuette di divinità o di offerenti, ma anche altri tipi di oggetti, quali una piccola ara con decorazione plastica a rilievo ed un volatile, in parte ricomposto.

Alle necropoli, invece, possono essere riferiti i vasi attici a figure nere ed a figure rosse (soprattutto crateri, kylikesed oinokoai), con scene da ricondurre al mito o ad episodi della vita quotidiana, ovvero alle tragedie. A tali contesti appartenevano anche gli oggetti di varia tipologia, lucerne, skyphoi, coppette, kernoi, anfore, kalathoi, aryballoi e lekythoi, verniciati o acromi, importati dalla Grecia ovvero prodotti nelle officine delle colonie siceliote; ed inoltrealcuni strigili in bronzo ed un bacino con orlo perlinato. Tra i vasi esposti nella Mostra di Lentini spiccano due crateri a figure rosse e alcune lekanai, databili al IV secolo a.C., prodotti nelle officine della Sicilia. Anche a Lentini, in quel secolo, era attiva l’Officina del Pittore di Lentini (così chiamato poiché i suoi prodotti furono rinvenuti per la prima volta nelle necropoli dell’antica Leontinoi), apprezzata anche in altre città della Sicilia.

La mostra, allestita nei locali del Circolo Alaimo, ha, come nelle precedenti ed analoghe occasioni, un rilevante valore scientifico e didattico in quanto è rivolta ad un pubblico di diversa età e fascia sociale ed ha lo scopo di fare apprezzare alcuni reperti archeologici sottratti illegalmente da vari siti antichi della nostra Isola e purtroppo ormai decontestualizzati; essi, grazie all’attività della Guardia di Finanza sono rientrati a fare parte delle collezioni dello Stato Italiano. Nell’organizzazione dell’evento ci è si è prefissi di incidere sulla coscienza dei cittadini nel tentativo di invogliarli a collaborare con le Istituzioni preposte alla tutela del patrimonio culturale alle quali vanno consegnati finanche quei reperti affioranti sulla superficie dei terreni, che possono fornire agli specialisti del settore dati importanti per l’individuazione di antichi complessi. Oggi, in un momento in cui le risorse economiche e umane sono notevolmente ridotte e non consentono di svolgere un’attività capillare di controllo dei territori, diventa sempre più urgente avvalersi del coinvolgimento di tutti i cittadini, ai quali appartengono i Beni Culturali; questi ultimi, infatti, sono da considerare patrimonio di ciascuno di noi, oltre che delle singole nazioni, e quindi è corretto che ogni cittadino coadiuvi le istituzioni nell’attività di tutela dei territori, impedendo che altri reperti finiscano per essere venduti sul mercato antiquario confluendo poi, come noto, nei grandi musei internazionali.

Domani, martedì 8 maggio alle 9.30, nella sala consiliare di Palazzo di Città, il soprintendente ai Beni Culturali e Ambientali di Siracusa, Rosalba Panvini, presenterà il percorso espositivo della mostra.

Saranno presenti il sindaco, Saverio Bosco, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Antonino Spampinato.

La mostra verrà inaugurata a seguire da Giuseppe Castaldo, prefetto di Siracusa.