La cultura della mediazione come soluzione al bullismo e al cyberbullismo. Questo il messaggio scaturito dalla seconda giornata del convegno Bullismo, cyberbullismo e deontologia dell’informazione, conclusosi ieri al Convento dei domenicani di Avola. Un evento, organizzato dall’associazione Cammino accreditato per la giornata del 25 dal consiglio dell’Ordine degli avvocati e dal consiglio dell’Ordine dei giornalisti.

Il conflitto contiene in sé le varie dimensioni della realtà che lo genera – spiega Salvatore Cavallo, del Centro di mediazione pluridisciplinare di Sicilia – è profondo e interconnesso, complementare e complesso e la sua conoscenza è relativa. Davanti a tale complessità la “giustizia” e la “norma” appaiono inefficaci a comprendere e dirimere il conflitto”. La soluzione sarebbe quella di affidarsi a una mediazione che riconosca “la reciproca necessità e l’adesione a un progetto comune”. Insomma “la mediazione – così come conferma padre Giuseppe Di Rosa, collaboratore del Centro Mediazione Umanistica Jacqueline Morineau – è una grande offerta per la società di oggi”. Non essendo una proposta del tutto nuova ma avendo radici storiche e culturali profonde, la mediazione oggi “si affianca agli strumenti tradizionali di azione – spiega Salvatore Grande direttore del Centro di mediazione pluridisciplinare di Sicilia –  interviene accogliendo i soggetti del conflitto, proponendo loro un progetto da condividere. Propone una nuova modalità di comunicazione. Aumenta nei partecipanti la sensibilità nei confronti delle problematiche del bullismo e del cyberbullismo”.