Nell’aula consiliare di Solarino, lo scorso 25 maggio, il sindaco Sebastiano Scorpo e il presidente della Pro Loco Luciano Puglisi hanno voluto riportare in vita una storia gloriosa e dimenticata della Sicilia: quella dei fratelli Orso Mario ed Epicarmo Corbino, augustani.

L’occasione è stata la conferenza Non chiedere chi erano i Beatles, chiedi chi erano Orso Mario ed Epicarmo Corbino, tenuta da Alberto Corbino, presidente della Fondazione Cariello Corbino e nipote di Epicarmo, che ha accettato entusiasta l’invito di Andrea Vaccaro di Augusta, il cui padre, Giovanni, ha di recente pubblicato il volume Epicarmo Corbino autodidatta. Andrea Vaccaro ha motivato il titolo della conferenza come un monito a guardare con più attenzione al proprio passato, valorizzando le eccellenze siciliane come sprone per il futuro, mentre l’on Maria Marzana ha voluto ricordare in particolare il ruolo di padre costituente di Epicarmo.

Alberto Corbino ha ricordato, non senza commozione, la storia di questi due fratelli, nati da una modesta famiglia a fine Ottocento che, grazie alla propria determinazione e al duro lavoro, hanno ricoperto alte cariche dello Stato: Orso Mario, già giovane fisico di fama internazionale, fu poi senatore del Regno e ministro dell’Istruzione (governo Bonomi) e dell’Economia Nazionale (governo Mussolini – senza prendere la tessera del PNF); fu, tra l’altro, chiamato alla direzione dell’Istituto Nazionale di Fisica in cui creò la scuola di Fermi e dei “ragazzi di Via Panisperna”. Epicarmo, di molti anni più giovane, fu prima ragioniere impiegato in una ditta di commerci marittimi di Augusta, poi sottotenente nelle Capitanerie di Porto, docente di Politica Economica all’università di Napoli, firmatario del Manifesto degli Intellettuali antifascisti di Croce, ministro dell’Industria del primo governo Badoglio, membro dell’Assemblea Costituente, ministro del Tesoro durante il primo e secondo governo De Gasperi. Quel che più conta, ricorda Alberto Corbino, è l’esempio di onestà e di coerenza, di fedeltà alle proprie idee e di non attaccamento al potere che essi rappresentano: volevano solo studiare, e insegnare per vedere la nazione prosperare.

Proprio perché i fratelli Corbino devono tanto all’aver avuto libero accesso alla scuola, che la Fondazione Cariello Corbino sta costruendo un orfanotrofio nella Repubblica Democratica del Congo, là dove una strisciante guerra civile impedisce ai più piccoli lo studio e altri diritti fondamentali.