Quando la cultura, in questo caso i classici del teatro greco antico, si fondano con la cultura dell’integrazione, riducendo, se non addirittura azzerando, le diversità razziali, religiose e geografiche, fondendosi in progetti sinergici a rafforzamento e consolidamento di società dell’accoglienza, multirazziali e multiculturali, a cui guardano le giovani generazioni.

Nell’ambito di questo processo Canicattini Bagni si conferma, grazie alle risposte positive della cittadinanza e delle istituzioni, ad iniziare dalla scuola, quale città dell’accoglienza e dell’integrazione, così come immaginato, anni addietro, dall’allora sindaco Paolo Amenta, con la scelta dell’amministrazione comunale da lui guidata, e oggi proseguita dal suo successore, il sindaco Marilena Miceli, di accogliere i migranti in fuga dal sud del mondo, attraverso il sistema Sprar affidato a imprese sociali, da Obioma per donne con disagio psicologico, e la Comunità per minori stranieri non accompagnati Casa Aylan, entrambi gestiti dalla coop. Passwork, e lo Sprar La Pineta, per minori non accompagnati gestiti dall’Associazione “La Pineta” e dall’Arci.

Un processo di crescita comune che nei giorni scorsi ha visto, per il secondo anno, i giovani ospiti delle strutture di accoglienza di Canicattini Bagni, protagonisti, lo scorso 28 Maggio, assieme ai loro coetanei del locale Liceo Scientifico Michele La Rosa, sede associata al Liceo Scientifico di Floridia diretto da Marcello Pisani, e del 1° Istituto Comprensivo Verga, presieduto da Alessandra Servito, del 24° Festival internazionale del teatro classico dei giovani, che si svolge al Teatro Greco di Palazzolo Acreide, con la messa in scena rispettivamente di Lisistrata di Aristofane, con il coordinamento delle docenti Rita Palermo ed Elisa Salvatorelli, le coreografie di Rebecca Agati, e di Anfitrione di Plauto, tutor le docenti Immacolata Santamaria e Francesca Uccello, entrambe le rappresentazioni con la regia di Rita Abela.

Da una parte, dunque, Lisistrata, la donna che scioglie gli eserciti, guidando le donne che desiderano la pace e riescono a far cessare la guerra decidendo un originale sciopero del sesso. Scelta originale e ardita che, grazie alla bravura dei giovani attori e l’esperta regia di Rita Abela, si è riusciti con molta ironia e garbo a non  tradire l’audacia del testo originale.

E dall’altra parte, l’Anfitrione di Plauto, messo in scena con il contributo del Corpo bandistico “Città di Canicattini Bagni” diretto dal M° Sebastiano Liistro, che con la sua spassosa ilarità, che i piccoli attori del “G. Verga” hanno saputo raccogliere ed interpretare sotto la guida dei tutor e di Abela, ha reso la commedia sempre fantastica anche per lo spettatore dei giorni nostri.

L’immagine e il lavoro sinergico di questi ragazzi, migranti e giovani canicattinesi,  – ha commentato il sindaco Marilena Miceli, presente alle rappresentazioni con l’assessore alla Cultura, Loretta Barbagallonon fa che confermare la giusta scelta  di crescita e arricchimento comune, che la nostra città ha fatto nel percorrere la strada dell’accoglienza e dell’integrazione. Un’esperienza che è diventata un modello di “buona prassi” a livello nazionale, come sottolineato dai rapporti del Ministero dell’Interno e dalle cronache dei mass media, grazie alla sinergia che come istituzione pubblica abbiamo saputo costruire con le imprese sociali che gestiscono, con professionalità e passione, le strutture nella nostra città”.

Obiettivo della scuola – afferma Marcello Pisani, preside del Liceo Scientifico – è quello di educare e il teatro ha questo grande valore. Se a ciò aggiungiamo anche i valori della solidarietà e dell’integrazione, credo che come educatori possiamo ritenerci soddisfatti”.

Da alcuni anni ormai – aggiunge Alessandra Servito, dirigente del comprensivo Verga – i nostri ragazzi vivono fianco a fianco dei loro coetanei migranti, con le loro storie e i loro sogni futuri, arricchendosi reciprocamente. Il teatro classico poi ci aiuta in questa azione educativa che svolgiamo insieme a tutta la comunità canicattinese e alle istituzioni della città”.

È stato un lavoro faticoso – affermano Sebastiano Scaglione, presidente di Passwork e Ada Nobile. direttrice de La Pineta – iniziato già nei primi mesi dell’anno, che si aggiunge all’esperienza delle Supplici dell’anno scorso. Con il teatro e soprattutto con la grande tradizione greca i ragazzi, italiani e migranti, hanno un formidabile strumento per abbattere tutte quelle barriere che quotidianamente si frappongono all’integrazione. Non a caso pensiamo già all’appuntamento del prossimo anno”.