Nella sala convegni del grande albergo Alfeo di Siracusa si è tenuto l’incontro della sezione di Siracusa del Centro nazionale di Studi Pirandelliani con l’attore e regista Sebastiano Lo Monaco.

Carmela Pace, presidente del Cnsp di Siracusa ha dato l’incipit all’incontro culturale dando il benvenuto ai presenti e, in particolare, a Sebastiano Lo Monaco.  Nato e cresciuto a Floridia, Sebastiano Lo Monaco circa 40 anni fa faceva il suo ingresso nell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma. Dai primi anni Ottanta il suo nome ha campeggiato nelle locandine dei più prestigiosi teatri italiani, diretto, tra gli altri, da Enrico Maria Salerno, Susan Sontag, Giuseppe Patroni-Griffi, Mario Missiroli, Roberto Guicciardini, Mauro Bologni e Federico Tiezzi. Interprete giovanissimo da Shakespeare a Molière, è però con il teatro di Luigi Pirandello che ha conquistato il cuore di pubblico e critica. Nel suo ricco carnet non mancano le interpretazioni e le regie di Come tu mi vuoi, Berretto a sonagli, Così è (se vi pare), Questa sera si recita a soggetto, Sei personaggi in cerca d’autore, Non si sa come, Enrico IV.

Il suo personale legame di stima e amicizia con il procuratore antimafia Piero Grasso si è trasformato in impegno sociale e si è fatto concreto tra il 2011 e il 2014 con le numerosissime repliche degli spettacoli Per non morire di mafia e Dopo il silenzio, entrambi scritti da Grasso e affidati in esclusiva a Lo Monaco.

Numerose anche le presenze di Lo Monaco al cinema: è stato don Gaspare ne I Vicerè di Faenza, l’imprenditore in crisi della Baària di Tornatore, e ha lavorato con Pupi Avati, Pasquale Festa Campanile, Liliana Cavani, Neri Parenti, Cinzia TH Torrini e sempre più numerose sono le sue apparizioni nelle serie tv, anche tra i protagonisti di una delle puntate de Il Commissario Montalbano, serie regina di Rai1. Ma il teatro rimane la sua vera dimora e, tra i tanti palcoscenici calcati, la cavea del Teatro Greco di Siracusa è il suo luogo dell’anima: qui Sebastiano è stato, tra gli altri, Agamennone con Roberto De Simone, Edipo Re con Roberto Guicciardini, Filottète con Giampiero Borgia, Eracle con Luca De Fusco e quest’anno è Teseo, con grande successo di pubblico, in Edipo a Colono, con la regia di Yannis Kokkos.

Una pioggia di onorificenze ha costellato il suo percorso artistico: dalle nomination agli olimpici del teatro per Uno sguardo dal ponte di Miller e Il berretto a sonagli di Pirandello nel 2003 e nel 2004 al premio Kaos di Agrigento destinato ai più grandi interpreti del teatro pirandelliano nel 2005 al premio speciale Eelio Vittorini a Siracusa nel 2011 fino all’investitura, nel 2003, del titolo di Commendatore della Repubblica per meriti artistici e per l’impegno umanitario da parte dell’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Se devo fare un consuntivo dei miei anni di attività artistica – ha dichiarato Lo Monaco – non posso non far risaltare la mia lunga storia d’amore con pirandello e il teatro greco: sono loro le mie radici, la mia linfa siciliana, le mie pietre miliari”.

E Sebastiano Lo Monaco fa riferimento allo spettacolo Io e Pirandello messo in scena proprio ad Agrigento per i 150 anni dalla nascita del grande letterato: “si tratta di uno spettacolo di ricordi. Non soltanto un omaggio rispettoso a luigi pirandello, uno degli autori italiani più rappresentati in tutto il mondo, ma anche un’occasione per raccontare me stesso durante questi 40 anni di carriera”.

Tante sono state, infatti, le opere pirandelliane rappresentate da lo monaco in questi anni , raccontati dalla voce di un attore che dai palchi dei teatri italiani ha visto scorrere la nostra storia recente.

Il mio racconto con Pirandello nasce proprio ad Agrigento – afferma – era il 1992 e il 21 luglio mi sono esibito davanti alla casa natale, al caos. Due giorni prima in via D’Amelio avevano perso la vita Paolo Borsellino e la sua scorta. Erano anni di sangue, quelli di una Sicilia sottomessa dal giogo mafioso e che oggi è capace di straordinari segnali di rinascita, seppur tra mille difficoltà”.

Ma dalle parole di Sebastiano Lo Monaco emerge anche il suo grande rapporto d’amore e d’intesa con la sua famiglia e tutti i suoi componenti che lo hanno saputo ascoltare nelle sue aspirazioni come quando disse che da grande avrebbe “voluto essere Edipo Re”, come poi è stato davvero.

Un momento particolarmente ricco di emozione palpabile e condivisa: la  grande interpretazione di Sebastiano Lo Monaco del VI canto dell’Inferno in cui dante incontra paolo e francesca e che tutti i presenti, a fior di labbra, hanno recitato.

Infine la presidente del centro nazionale di studi pirandelliani di Siracusa, Carmela Pace ha ringraziato Sebastiano Lo Monaco facendogli gradito dono di alcuni volumi su Luigi Pirandello fra lunghi applausi scroscianti dei presenti.