L’Associazione Nazionale Guariti O Lungoviventi Oncologici – ANGOLO Onlus, in collaborazione con Winner e i parrucchieri provenienti da Siracusa e provincia, organizza, per domenica 10 giugno nel salone Antonella Parrucchieri in viale Tica, 18 a Siracusa, una Giornata di solidarietà durante la quale tutti i contributi raccolti andranno a favore della Banca delle Parrucche Solidali gestita dall’Associazione ANGOLO Onlus sez. di Siracusa insieme con l’Associazione SICILIA DONNA Onlus di Avola.

L’iniziativa, nata per sostenere le donne che stanno attraversando un momento difficile a causa dei trattamenti per la cura di un tumore, prevede l’apertura straordinaria del salone Antonella Parrucchieri di viale Tica, 18 a Siracusa che, insieme con altri hairstylist, offrirà un taglio o una piega con un contributo minimo di 10 euro a servizio. Durante tutta la giornata sarà possibile aiutare le donne in chemioterapia, con un taglio di capelli o una piega, avvalendosi della professionalità di parrucchieri provenienti da Siracusa, Augusta, Priolo, Floridia, Buscemi, Modica e Caltagirone. L’intero ricavato sarà destinato da ANGOLO Onlus Siracusa all’acquisto di parrucche per le donne in chemioterapia che ne hanno necessità.

Tra le cose che succedono a una donna malata di cancro, c’è la profonda trasformazione del corpo e la paura di perdere, insieme ai capelli la propria femminilità. La perdita dei capelli durante la chemioterapia, infatti, è uno degli effetti collaterali più temuti dalla donna. La parrucca, quindi, non è un capriccio ma un accessorio che può diventare importante per affrontare con più fiducia il percorso di cura del tumore. Grazie di cuore a tutti i parrucchieri che hanno voluto prestare gratuitamente la loro professionalità per una importante causa e alle aziende che con la loro sensibilità ci hanno sostenuto in questa iniziativa a favore delle donne

Il progetto della Banca delle Parrucche Solidali prevede di aiutare le donne, durante il percorso della terapia oncologica, ad accettare i cambiamenti fisici derivanti dalla malattia e si propone di aumentare la fiducia delle pazienti nella guarigione. Raccogliendo le testimonianze delle donne in terapia ci si è resi conto di quante di loro manifestassero difficoltà nell’acquisto di una parrucca. Difficoltà non solo di tipo economico! Molte pazienti non sono in grado di girare alla ricerca della parrucca ideale, perché non glielo consente il loro stato di salute, o perché sono sole, o semplicemente perché è un altro impegno che si somma alle mille visite mediche, terapie e ricoveri. Altre hanno riferito imbarazzo o disagio nell’indossare una parrucca acquistata senza il giusto consiglio, non in grado di rispettarne la personalità.

Qui il ruolo delle associazioni di volontariato, e dei parrucchieri specializzati che collaborano con esse, diventa fondamentale, nel dare alle pazienti la possibilità di vivere il momento della scelta della propria parrucca in modo meno drammatico, provandole davanti ad un sorriso e ricevendo pareri disinteressati e professionali, senza dover girare alla ricerca della parrucca “giusta”. Fin dalle prime pazienti che timidamente si sono avvicinate per richiedere questo servizio, ci si è resi conto che il senso dell’iniziativa è molto più ampio, va ben oltre il mettere a disposizione parrucche per chi ne ha la necessità. Insieme alla parrucca, si dona la forza di combattere e di reagire, si dona la possibilità di condividere ansie e preoccupazioni, si dona l’opportunità di far parte di un gruppo che le accoglie e le supporta e naturalmente, si dona la speranza di poter un giorno riportare quella stessa parrucca, si dona il pensiero positivo affinché si possa trasmettere il significato profondo del gesto: “A me è servita ma ora non serve più, per te sarà lo stesso!” A giudicare dai sorrisi delle pazienti, il messaggio arriva  e   lo si capisce proprio dal sorriso , quando alla consegna della parrucca,  si guardano rassicurate con la consapevolezza che da quel momento in avanti hanno un’alleata in più. Allo stesso modo la sua donazione, al termine delle cure, consente alle donne che terminano le terapie,  di chiudere il cerchio con un gesto di solidarietà verso altre donne.