Sabato 15 settembre prossimo, alle 18:30, alla galleria di Fototeca Siracusana, s’inaugurerà MOLD, mostra personale della fotografa milanese Yvonne Vionnet.

Primo evento della stagione settembre – dicembre 2018, Fototeca Siracusana propone l’agile e originale lavoro di ricerca cromatica e concettuale della fotografa Yvonne Vionnet, di origine chiaramente francese ma nata a Milano, dove vive e lavora prevalentemente nel settore della moda.

MOLD è una serie di venti immagini in cui l’artista Vionnet divaga con decisione dal suo abituale lavoro di fotografa legato ai vincoli della committenza, probabilmente per ritrovare una coscienza del sé seriamente minacciata dal mondo del lavoro spesso omologante e impietoso.

Con questa sua scelta Vionnet resetta la sua abituale quotidianità e riparte da zero, da ciò che di più vero possa descrivere il suo rapporto quotidiano con la vita, individuando nello specifico della ripresa fotografica molto ravvicinata delle comuni muffe alimentari, la soglia del suo universo immaginario, la sintesi astratta di una realtà familiare in cui si ritrova, per altri versi comunemente percepita con senso di disgusto e rifiuto. Da questo scenario primordiale Yvonne Vionnet riprende le fila di se stessa.

Dice di sé l’autrice: …questo mio modo di rimettere a posto i tasselli della vita cercando un senso profondo o nascosto alle cose non si è spento, (malgrado le storie personalindr) ma si è rafforzato divenendo ossessione/ragione di vita. Sono ossessionata dall’irreale, dall’onirico, dall’immaginario. Le ossessioni si sono trasformate e si trasfigurano in immagini, in forme della memoria. Le ossessioni variano, ma restano. Si celano e si svelano. Sono determinata a costruire un mondo imperfetto. La fotografia è un linguaggio che ho trovato, scelto ed amato.”

Dalla nota di presentazione tratta dal catalogo del Med Photo Fest 2018 di Catania, Erica Romano così descrive il lavoro della Vionnet: …muffe osservate al limite della messa a fuoco dell’obbiettivo, alla ricerca di una bellezza impossibile, generata dall’interno della materia morta. Dalla decomposizione sembra così esplodere nuova vita, nascosta nel fermento di organismi esteticamente affascinanti. Le muffe, evidenziate con particolari macroscopici. Diventano paesaggi esemplari di un processo creativo inarrestabile.

La Fotografia per sua originale vocazione non può che attestare un hic et nunc reale, ovvero la presenza di qualcosa che in un dato momento si è trovato dinnanzi a un obiettivo. Citando Roland Barthes essa è certificazione di un dato reale, non tanto perché sia in grado di riprodurlo puntualmente, quanto perché ne costituisce una vera e propria “emanazione, tanto che da un punto di vista fenomenologico, nella Fotografia il potere di autentificazione supera il potere di raffigurazione”.

Su questo principio opera l’astratto diretto di Yvonne Vionnet, metaforico e descrittivo allo stesso tempo, reso ancora più efficace dalla percezione di quel déjà-vu cromatico capace di connettere lo spettatore, di trattenerlo per proiettarlo altrove, fuori dai limiti della percezione e dell’esperienza.

A conferma di quanto asseriva Oscar Wilde, secondo cui “Il vero mistero del mondo è ciò che può essere visto, e non l’invisibile”.

La mostra rimarrà aperta fino al 14 ottobre, l’ingresso è gratuito.