Ornella Muti ed Enrico Guarneri sono i protagonisti de “La Governante”, trasposizione teatrale dell’opera di Vitaliano Brancati diretta da Guglielmo Ferro che andrà in scena domenica 9 dicembre alle 18 al teatro Cannata di Città della Notte a Villasmundo.

La vicenda è imperniata su Caterina Leher, governante francese assunta in casa Platania, famiglia siciliana e borghese trapiantata a Roma. Leopoldo, il patriarca, ha sacrificato la vita di una figlia, morta suicida, ai pregiudizi della sua morale. Caterina è calvinista e viene considerata da tutti un modello d’ integrità, vive però segretamente la propria omosessualità, una “colpa” a cui si aggiunge quella d’aver attribuito a una giovane cameriera dei Platania le proprie stesse tendenze, causandone il licenziamento. Caterina si sente responsabile della morte della ragazza, coinvolta in un incidente mentre tornava al Sud: un peccato che la governante deciderà di espiare con il suicidio.

Per la seconda rappresentazione teatrale della stagione Turi Ferro una commedia difficile, scritta nel 1952 e subito censurata. La scusa era quella del tema, allora molto scottante, dell’omosessualità, anche se Vitaliano Brancati sosteneva che la sostanza della vicenda fosse più la calunnia che l’amore fra le due donne. Sullo sfondo di un complesso discorso sull’etica e sulla responsabilità individuale, il testo è pieno di accenti polemici contro l’ipocrisia dei benpensanti cattolici, il filocomunismo borghese, i principi della Sicilia baronale e contro la censura stessa.

Con Guarneri e Muti saliranno sul palco la figlia di Ornella, Naike Rivelli, e poi Nadia De Luca, Rosario Marco Amato, Caterina Milicchio e Turi Giordano con la partecipazione di Rosario Minardi in Bonivaglia, che in una battuta prova a sintetizzare la moralità italiana: “consiste tutta nell’istituire la censura – dice – Non solo non vogliono leggere o andare a teatro, ma vogliono essere sicuri che nelle commedie che non vedono e nei libri che non leggono non ci sia nessuna delle cose che essi fanno e dicono tutto il giorno”.