La Galleria SPAZIO AmMARE è lieta di presentare Visione Periferica il nuovo progetto espositivo con opere di Filippo La Vaccara e Danilo Torre, curato da Mercedes Auteri. Verrà proiettato in anteprima l’ultimo video del filmmaker Danilo Torre (Catania, 1976), sull’artista Filippo La Vaccara (Catania, 1972) che, per l’occasione, presenta alcune opere inedite concepite negli ultimi mesi, proprio durante le riprese del film.

Il video racconta come l’idea dell’opera d’arte nasca da suggestioni ricevute dal mondo e al mondo poi venga restituita, una volta divenuta forma, grazie al lavoro dell’artista demiurgo che le ha dato vita. Questo lavoro, però, non sempre nasce per fortuiti colpi di genio e visioni chiare e centrate, il più delle volte nasce da continue sperimentazioni, da bozzetti, da studi dal vero e da visioni meno definite e periferiche”.

Scientificamente la visione periferica è una parte della visuale ottica che risiede al di fuori del centro dello sguardo ma che diviene parte integrante di esso e senza la quale non si potrebbe concepire l’insieme. Sebbene il termine possa suggerire un’importanza secondaria, molti tipi di aree periferiche sono invece di primaria importanza, per esempio, in geografia nella conoscenza completa di un luogo che possa dirsi davvero conosciuto o in informatica in un sistema di elaborazione dati che possa dirsi totalmente efficiente. Allo stesso modo, dal sistema periferico dell’arte contemporanea arrivano spesso le sorprese più interessanti e incontaminate del panorama artistico attuale. Gli appunti di viaggio del film di Danilo Torre, oltre all’Italia, comprendono anche alcuni sguardi indiani e africani che causano assonanze e cortocircuiti con le opere pittoriche e scultoree di La Vaccara, sia con quelle nelle riprese che con quelle presenti in Galleria. Per l’occasione La Vaccara presenterà una selezione di lavori recenti su carta e di grande formato in cui le immagini composte nascono da una gestualità ampia e risolutiva. Emerge una delle attitudini dell’artista per l’esecuzione dei dipinti in poco tempo, in poche sessioni di lavoro, se non in unica. A completare l’allestimento, saranno presenti anche alcune piccole sculture in ceramica.

Il potere evocativo degli sketchbook di La Vaccara, che nel video di Torre scandiscono per episodi le sequenze, mette in risalto un’altra caratteristica tipica dell’artista, l’essenzialità, che risiede nei limiti di visione e segnici dati dal quaderno. La sintesi di espressione data dal confine imposto dall’area del foglio e l’impossibilità di trasferire su carta tutte le sfumature del pensiero, fanno resistere solamente i caratteri fondamentali, quelli che vengono scelti come rappresentativi. Lo aveva già intuito il padre dell’iconologia, Aby Warburg, che durante i suoi studi aveva cercato di mettere a punto un metodo d’indagine artistica tramite l’accostamento di immagini e schemi che spiegassero, meglio che con il lineare lavoro della scrittura, il processo creativo dell’intelletto. Allo stesso modo, il video di Danilo Torre, un documentario sull’arte di Filippo La Vaccara, seppure senza parole o spiegazioni lineari, risulta illuminante sul processo artistico e, proprio per questo, di inconsueta potenza.

Visione Periferica. Filippo La Vaccara e Danilo Torre – A cura di Mercedes Auteri
Aperta fino al 3 febbraio 2019
Live music performance di Giovanni Fiderio
Galleria SPAZIO AmMARE – Direzione Salvatore Mauro e Anna Milano Carè
Palazzo Corpaci, ex Museo del Cinema, Via Alagona, 39 Siracusa – Tel. 0039 345 352 6868 Email:
maursalvo@yohoo.it

Filippo La Vaccara (Catania, 1972), si diploma in Scultura all’Accademia di Belle Arti di Catania nel 1994. La sua carriera artistica inizia nel 1998, con la personale a cura di Francesca Pasini in Viafarini a Milano. Nel 1999 viene selezionato da Angela Vettese e Giacinto di Pietrantonio per il Corso Superiore d’Arti Visive alla Fondazione Antonio Ratti di Como dove partecipa a uno stage con Haim Steinbach. Nel 2002 risiederà per alcuni mesi come Artist in Residence alla Fondazione Orestiadi di Gibellina, dove esegue 5 grandi dipinti poi esposti nella mostra Laboratorio a cura di Achille Bonito Oliva e attualmente parte della collezione del museo. Nel 2015 due sue grandi opere, proprietà della collezione di Mario e Bianca Bertolini, vengono acquisite dal Museo del 900 di Milano. Nel 2016 una sua opera viene premiata e acquisita dalla Fondacion Focus Abengoa di Siviglia. Nello stesso anno, riceve dalla Pollock-Krasner Foundation di New York un finanziamento per la realizzazione di un libro monografico edito da Allemandi. Tra le principali mostre personali: Filippo La Vaccara (2000 e 2001), entrambe a cura di Francesca Pasini, presso la Galleria Salvatore+Caroline Ala, Milano; La trama invisibile (2009) Galleria Claudia Gian Ferrari e Galleria The Flat – Massimo Carasi, Milano (con testi di Laura Cherubini e Marco Meneguzzo); La Vaccara / Maillet (2012, con lo scultore Daniel Maillet) a cura di Marco Meneguzzo, presso il Museo Valtellinese di Storia e Arte di Sondrio e alla Galleria Credito Siciliano di Acireale. Attualmente vive e lavora a Milano.

Danilo Torre (Catania 1978), inizia a lavorare nel settore audiovisivo come montatore nel 1999, con i sistemi digitali appena nati. Nel 2003 si diploma in montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove insegna tecniche di montaggio. Affianca alla professione di Spazio Ammare presso palazzo Corpaci – direzione di Salvatore Mauro e Anna Milano montatore, che svolge costantemente, un lavoro di ricerca e sperimentazione nel cinema e nell’arte, muovendosi fra tecniche analogiche, foundfootage e MashUp. Il suo primo lavoro Vorort Librino è datato 1999. Dal 2007 svolge ricerche nell’ambito dell’arte contemporanea, attraverso una riflessione sul concetto di archivio, remix e cinema espanso, lavorando sulla materia e sulla composizione delle immagini, portando il cinema fuori dagli spazi cinematografici tradizionali. Nel 2010 ha partecipato ad Invideo con Tre Addii, nel 2011 grazie ad un premio delle scuole civiche di Milano ha realizzato il progetto Geniuslocifilm. Tra le
principali mostre: Lo sguardo espanso a cura di Bruno Di Marino, mostra storica sul cinema d’artista dal 1912 al 2012; nel 2013 è stato inserito nel videoartyearbook con il video da Da Lingotto a Paradiso; con il video Bank Robbers mostrato in anteprima all’internet festival di Pisa, parteciperà al RemixMediaFestival di New York 2014. Attualmente vive tra Milano e Roma.

Lo Spazio AmMare si trova in uno dei quartieri più dinamici dell’isola di Ortigia, il ghetto ebraico, tra i primi in Europa. Le sale di 80 mq sono disposte su strada, accanto alla fortezza spagnola del “Forte Vigliena” che si affaccia sul mare e all’interno del palazzo Corpaci, sede dell’ex Museo del Cinema. La direzione artistica dello spazio espositivo è affidata a Salvatore Mauro e Anna Milano Carè e si dedica alla ricerca dei nuovi linguaggi della contemporaneità, offrendo anche un’area per il coworking ad altri creativi. E’ un luogo di produzione culturale
che ospita mostre, eventi, happening, presentazioni di libri, concerti e con un suo Temporary shop.