Una full immersion nella bellezza della natura vista con gli occhi sempre più tecnologici della macchina fotografica.

Una ventina di scatti mozzafiato: dagli uccelli alle farfalle e fino alla galassie celesti, realizzati attraverso tecniche sempre più sofisticate, lunghi e faticosi appostamenti prima del sorgere del sole in luoghi ameni.

L’Area Marina Protetta Plemmirio e la Lipu hanno organizzato nella suggestiva sede dell’oasi marina siracusana, una mostra che ospita gli scatti di Massimo Tamajo, ingegnere elettronico con una passione smisurata per la fotografia naturalistica, in cui si evidenzia la severa applicazione e la precisione del tecnico ma anche la ricerca di nuove strade creative nella realizzazione delle immagini finalizzata a svelare il più piccolo particolare del ciclo della vita della farfalla Macaone o la plasticità del Martin Pescatore oppure a scoprire la nebulosa Orione nella volta celeste.

Nella sala Ferruzza-Romano avrà luogo lunedì 21 gennaio alle 9 la presentazione della esposizione inizierà con i saluti della presidente dell’AMP Plemmirio Patrizia Maiorca, e a seguire l’introduzione di Fabio Cilea direttore della Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo responsabile Lipu Siracusa che tratterà il tema Uccelli marini: ecologia e conservazione.

Poi la parola passerà a Massimo Tamajo il quale a un centinaio di studenti provenienti da tre scuole delle medie superiori siracusane (il Rizza indirizzo Nautico, il Federico II di Svevia e l’Antonello Gagini) spiegherà cosa è la macrofotografia, l’astrofotografia o la fotografia notturna.

Mi sono avvicinato alla fotografia nel 2011 quando iniziai, con la macrofotografia, a riprendere solo ed esclusivamente insetti – racconta Tamajo -. Cominciai ad andare per campi e vallate alla ricerca di soggetti nuovi da fotografare. Recarmi nei campi nelle primissime luci della mattina mi permetteva di ammirare i colori dell’alba e ascoltare i canti degli uccelli appena svegliati. Ben presto la mia passione si riversò anche sulla fotografia paesaggistica e di fauna e avifauna. Quest’ultima mi ha portato a viaggiare per riprendere uccelli che nella mia Sicilia non esistono. Il mio motto è “la fotografia è sacrificio”. Il fotografo naturalista si sveglia molto presto la mattina per essere nei campi prima dell’alba, per approfittare dell’intorpidimento degli insetti o per sfruttare la luce più delicata e bella. Si apposta per interminabili ore dentro angusti capanni presso zone paludose per fotografare gli uccelli o la fauna in genere.  Insomma “la fotografia è sacrificio”, ma un sacrificio che faccio molto volentieri e che è ampiamente ripagato dalla soddisfazione che provo dopo aver realizzato lo scatto che mi ero prefissato di fare. Ultimamente la mia passione si è ampliata ed ha  abbracciato anche l’astrofotografia. Un mondo della fotografia, quella astronomica, che ti permette di ammirare le bellissime meraviglie nascoste nel profondo cielo. Da pochi mesi la mia passione è diventata una professione e devo dire che la mia vita è cambiata decisamente in meglio. In questa mostra ho raccolto una selezione di scatti che abbraccia tutti i generi della Naturalistica che mi piace fare, sperando che nel complesso si capisca quanta bellezza è racchiusa nella natura“.

La mostra Viaggio nella fotografia naturalistica resterà aperta al pubblico da lunedì 21 a venerdì 25 dalle 9 alle 13. Ingresso gratuito.