La rappresentazione del divino nel teatro antico. E’ il tema del nuovo convegno internazionale di studi che si terrà nella sede dell’INDA, a Palazzo Greco, il 31 gennaio alle 15 e nei successivi 1 e 2 febbraio dalle 9 alle 13, la cui cura scientifica è stata affidata al Comitato di redazione di “Dioniso. Rivista di studi sul teatro antico”, diretta dal grecista Guido Paduano.

 La rappresentazione del divino nel teatro antico è  tra i temi più dibattuti dagli studi sul teatro greco negli ultimi anni ed è tra i più profondi e rilevanti per la comprensione del teatro antico, soprattutto greco. Questo ha permesso di ottenere l’adesione di relatori di grande prestigio e di indiscusso rilievo scientifico.

Vista la rilevanza culturale dell’evento, il MIUR ha concesso l’esonero dall’obbligo del servizio ai docenti partecipanti.

Non occorrono molte parole per illustrare la rilevanza dell’argomento che abbiamo scelto per questo convegno, scrive Guido Paduano. Nel definire la poesia “più filosofica” della storia, Aristotele le attribuisce il compito di formulare un modello razionale dell’esistenza umana, che non può non confrontarsi col principio di realtà, impersonato dagli dei dell’Olimpo, che rappresentano altresì l’asse e la garanzia valoriale della polis.
Per quanto riguarda in particolare il teatro attico del V secolo, il confronto avviene sempre su basi non dogmatiche ma critiche, e il nostro programma lo segue, certo in modo non esaustivo, ma evidenziandone alcuni punti nevralgici, come l’oracolo che impone ad Oreste il matricidio e il successivo processo cui Oreste è sottoposto, o la crisi della società che discende dall’obbedienza di Antigone alle leggi divine non scritte.
Un’intera sessione è dedicata ad Aristofane e alla fantasia comica che ribalta in onnipotenza la miseria umana.
Dedichiamo infine attenzione a Seneca, che riprende i modelli greci rapportandoli al dispotismo imperiale e sembra quasi volgere in tragedia il tema, prediletto da Aristofane, dell’apoteosi del protagonista.