Alla Casa del Libro Rosario Mascali di Siracusa la presentazione di Non c’è fede che tenga. Manifesto laico contro il multiculturalismo, di Cinzia Sciuto, Feltrinelli editore, collana Campi dei Saperi.

Elio Cappuccio dialogherà con l’autrice.

Oggi in Europa viviamo in società sempre più disomogenee. Le tensioni e i conflitti etnici, religiosi e culturali che attraversano centri e periferie impongono la ricerca di nuove forme di convivenza. Secondo Cinzia Sciuto, la strada da percorrere per una società capace di tenere insieme disomogeneità culturale e diritti delle persone è quella di una visione etica e politica radicalmente laica. Ma che cosa significa essere laici?
La laicità è l’insieme delle condizioni che permettono alle diverse espressioni religiose, e più in generale alle diverse visioni del mondo, di coesistere in una società pluralistica. Condizioni che garantiscono la libertà di religione ma allo stesso tempo stabiliscono princìpi ai quali non si può derogare in nome di nessun Dio. La laicità dunque non è il polo di una simmetria, ma la condizione prepolitica della convivenza civile in una società disomogenea.
Un saggio che smaschera le pretese velleitarie del multiculturalismo: nel reclamare riconoscimento e rispetto delle identità delle diverse componenti etniche, religiose e culturali di una società, il rischio è perdere di vista che il soggetto titolare di diritti è solo ed esclusivamente il singolo individuo e non i gruppi. Sciuto capovolge l’ordine di priorità: è l’individuo a essere portatore di identità e appartenenze, non è l’appartenenza a definire l’individuo.

Essere laici significa non invocare nessuna tradizione – che sia religiosa o meno per il laico è del tutto irrilevante – per giustificare una limitazione, se non addirittura una violazione, dell’autonomia e della libertà di ciascun singolo essere umano”.

Cinzia Sciuto, redattrice di Micromega, ha studiato Filosofia e ha pubblicato La Terra è rotonda. Kant, Kelsen e la prospettiva cosmopolita (2015). Si occupa di diritti civili, laicità e femminismo. Scrive di questi temi sul suo blog, animabella.it. Vive e lavora tra Roma e Francoforte.